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Perquisizione Juventus: la cessione di Ronaldo nelle indagini della Procura

Perquisizione, Juventus: la cessione di Ronaldo nel mirino degli inquirenti che stano indagando su falso in bilancio della società bianconera.

Perquisizione Juventus, Ronaldo e in particolare la sua ultima cessione dai bianconeri al Manchester United sono finiti nel mirino della Procura di Torino.

Perquisizione Juventus: la cessione di Ronaldo nelle indagini

Dopo le accuse di falso in bilancio per l’ex triade(Agnelli, Nedved, Paratici), continuano le indagini della Procura di Torino. Nelle seguenti perquisizioni sono finiti anche i documenti relativi all’ultima cessione del cartellino di Cristiano Ronaldo al Manchester United.

La nuova perquisizione riguarda la Juventus e alcuni dei suoi dirigenti: Agnelli, Nedved, Cerrato e Gabasio in merito alla voce ‘Cessioni definitive’ del bilancio al 30 giugno 2021 in relazione ai valori economici della cessione del calciatore Cristiano Ronaldo.

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Perquisizioni, la Juventus collabora

La società ha confermato che nel mirino dei PM c’è anche la cessione di Cristiano Ronaldo al Manchester United con un nuovo decreto di perquisizione.

“La Società rende noto di aver ricevuto in data odierna la notifica di un nuovo decreto di perquisizione e sequestro relativo alle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Stefano Cerrato e Cesare Gabasio) e passati in merito ai fatti e alle ipotesi di reato di cui al comunicato stampa diffuso in data 27 novembre 2021 oltreché in merito alla voce “Cessioni definitive” del bilancio al 30 giugno 2021 in relazione ai valori economici della cessione del calciatore Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo.

Ai microfoni dell’ANSA, l’avvocato Maurizio Bellacosa dello studio legale Severino, che difende la Juventus, e l’avvocato Davide Sangiorgio, che difende gli indagati della società, hanno spiegato la posizione del club bianconero: “Il decreto di perquisizione di ieri non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento”.

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