Pallavolo, il boom delle nazionali per arricchire un movimento che punta ai 100 mln di euro di fatturato

Ricerca StageUp-Ipsos: bacino dei potenziali interessati esploso oltre la soglia dei 15 milioni

La sconfitta delle azzurre nella semifinale mondiale contro il Brasile ha chiuso un biennio 2021-2022 da favola per la pallavolo italiana a livello di nazionale, nato sulle ceneri della doppia delusione olimpica, unica macchia nell’estate dei sogni dello sport tricolore a Tokyo (e non solo). Gli uomini di Fefè De Giorgi si sono presi prima l’Europeo e poi il Mondiale, le ragazze di Mazzanti hanno conquistato il titolo del Vecchio Continente fermandosi solo al penultimo ostacolo nel cammino iridato, mancando così una doppietta incrociata che sarebbe entrata di diritto nella storia del movimento.

Metabolizzato il dispiacere per il mancato obiettivo, i dirigenti del volley italiano si fregano le mani perché l’onda lunga dei risultati delle due nazionali promette di essere un propellente eccezionale per una disciplina che storicamente è sempre stata capace di costruire i suoi salti di livello facendosi trascinare dalla maglia azzurra.

 

Accadde negli anni Novanta, l’epoca d’oro della squadra di Velasco

Accadde negli anni Novanta, l’epoca d’oro della squadra di Velasco e della generazione dei fenomeni, potrà succedere anche adesso perché tutti gli indicatori parlano dei margini di crescita del movimento oltre quello che già oggi rappresenta nel panorama internazionale.

La Superlega maschile, tanto per intendersi, è considerata una sorta di NBA della pallavolo di club perché attira i migliori talenti e può permettersi stipendi competitivi con tutti gli altri campionati: non solo gli italiani reduci dal successo, saranno oltre 50 i giocatori visti nel Mondiale in Polonia tesserati per le società della nostra Serie A e il quadro sarà simile anche tra le donne.

Ricerca StageUp-Ipsos: bacino dei potenziali interessati esploso oltre la soglia dei 15 milioni

Un booster fondamentale uscendo dagli anni bui della pandemia che hanno causato il lockdown dei tornei e poi la sofferenza di stagioni giocate facendo i conti con le limitazioni di accessi nei palazzetti. Uno choc fotografato anche dai numeri di una ricerca StageUp-Ipsos, con il bacino dei potenziali interessati sceso a 11,7 milioni nel maggio del 2020, rimasto più o meno stabile fino al giugno 2021 (12,5 milioni) e ora nuovamente esploso oltre la soglia dei 15 milioni, il dato più alto degli anni Duemila, la metà del calcio che in Italia è lo sport unico per eccellenza e che si mangia la quasi totalità della fetta degli investimenti dei broadcaster nei diritti tv.

Un universo dove regna l’equilibrio tra uomini e donne

A confortare ulteriormente è la composizione di questo universo, dove regna l’equilibrio tra uomini (54%) e donne (46%) e soprattutto il reddito è collocato in fascia medio-alta per due terzi così da rendere gli appassionati di pallavolo potenziale degli ottimi spender da presentare al mercato delle sponsorizzazioni e partnership commerciali. Non è un dettaglio perché, al di là della suggestione per i successi delle nazionali, il volley italiano deve ancora risollevarsi completamente dalle macerie del Covid e sta per entrare in un inverno in cui la crisi energetica preoccupa i club, costretti a fare i conti con bollette insostenibili per tenere in piedi la propria attività.

L’obiettivo è tornare ai livelli pre-pandemia quando le società della Superlega maschile erano arrivate a fatturare complessivamente 70 milioni di euro, poi crollati a 54 (-22%) un anno più tardi e rimasti sotto pressione anche nel 2021.

Stima di incasso di 40 milioni di euro a stagione come fiche d’apertura.

A differenza di quanto accaduto alla Serie A del pallone, nel volley l’offerta dei fondi non è stata rifiutata e dalla fine del 2021 è attiva la partnership della Lega con Volleyball World, società nata da un progetto del fondo di investimento Cvc e della Federazione internazionale.

L’effetto concreto sarà la nascita nei prossimi mesi di una media company per ottimizzare gli incassi di diritti tv, digitali, sponsorizzazioni e biglietterie con una stima di incasso di 40 milioni di euro a stagione come fiche d’apertura. Le donne ragionano su numeri minori ma potenzialità di crescita identica. La maglia azzurra è il traino perfetto.