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Olimpiadi di Tokyo in tv, tra Eurosport e Rai seguirle è una faticaccia (anche per i troppi spoiler)

Troppi spoiler, continuo slalom tra Rai ed Eurosport e troppi tg Rai nei momenti clou. Risultato? Seguire le Olimpiadi è difficilissimo

E’ dura la vita dell’olimpico da divano, tifoso medio impegnato in due settimane di sforzi sovraumani per godersi i Giochi tra fuso orario proibitivo, scelte dell’organizzazione (ad esempio le finali del nuoto a notte fonda per favorire gli ascolti made in USA) e lo slalom tra tv e internet imposto dalla suddivisione dei diritti in Italia. Dove la Rai manda in chiaro e gratuitamente 200 ore, il meglio teoricamente posizionato su un unico flusso, e la piattaforma di Eurosport tutto con la possibilità di costruirsi per conto proprio il palinsesto.

Olimpiadi Tokyo in tv, gli errori di mamma Rai che fanno impazzire i social

A occhio un paradiso, nella realtà un mezzo inferno in queste prime giornate di gara. Perché mamma Rai è sempre la stessa e così, pur avendo dedicato Rai 2 alla lunga diretta olimpica, non rinuncia ai suoi riti compreso un telegiornale all’ora di pranzo che cade nell’orario clou di Tokyo, cancella alla vista del povero utente tifoso finali da medaglia e le rimanda in differita, quando ormai app e siti hanno spoilerato il risultato togliendo ogni pathos alla visione. E’ successo con il bronzo mancato di Alice Volpi nel fioretto e con quello centrato da Mirko Zanni nel sollevamento pesi. In compenso il telegiornale ha aperto con una lunga pagina dedicata ai… Giochi con sfilata di inviati per spiegare come i giapponesi stanno seguendo le Olimpiadi (in televisione chiaramente), il riassunto della notte e via dicendo per poi declinare sui soliti panini politici. Seguono proteste social irriferibili da parte di chi è rimasto lì dopo ore di visione, in attesa di capire il finale.

Olimpiadi di Tokyo in tv, molti rimpiangono il dominio Rai dei vecchi tempi

Eurosport Player, invece, si sta rivelando un corso accelerato di lingua e regole di discipline minori. Il tema è semplice: molto di quanto va in onda non viene commentato in italiano e nella migliore delle ipotesi va seguito in inglese. Che non è nemmeno un male se si parla di basket (ad esempio la storica sconfitta del Team USA contro la Francia) o volley, ma diventa complesso per gare minori e letteralmente impossibile quando si tratta di discipline da prima pagina solo una volta ogni quattro anni, in cui la conoscenza di regole e riti e cosa da specialisti e i Giochi servono prima di tutto a fare attività di conoscenza. Il risultato è che molti rimpiangono i vecchi tempi, quando a menare le danze era solo la Rai (ma si tratta di un passato ormai lontano) e c’è chi si spinge a ricordare le finestre di Sky nelle edizioni recenti, quando il colosso si era preso i diritti a cinque cerchi. A occhio potrebbero essere solo le prove per quanto accadrà in autunno con DAZN e la rivoluzione negli usi e costumi del tele tifoso della Serie A.