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Ottima organizzazione, scarsi risultati: il bilancio dei Mondiali di Sci di Cortina

I Mondiali sono stati gestiti benissimo mentre gli atleti italiani hanno deluso le aspettative. Siamo pronti per le Olimpiadi del 2026?

Bianco e nero. Il bilancio dei Mondiali di Sci svoltisi a Cortina si chiude per l’Italia con una parte bianca ed una nera. Il bicchiere mezzo pieno va tutto a Cortina ed all’organizzazione. Sciatori, staff, giornalisti, tutti sono rimasti senza parole davanti allo spettacolo delle Tofane innevate come in una cartolina. Ma sono state soprattutto le piste, la gestione dei tracciati anche con temperature elevate, insomma l’organizzazione intera ad essere stata promossa a pieni voti. Un risultato che fa davvero ben sperare in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026.

Le note liete però finiscono qui perché, sportivamente parlando, è stato un mezzo disastro. L’Italia chiude con due medaglie, risultato magro per una manifestazione attesa da un paio di stagioni. E soprattutto medaglie dal significato particolare. L’oro di Marta Bassino infatti non è arrivato nello slalom gigante, disciplina dove l’atleta azzurra è stata totale dominatrice della stagione ma che nella gara Mondiale ha patito la tensione dello status di favorita chiudendo con una prova dal tutto anonima. L’oro è arrivato infatti nello Slalom Parallelo, onestamente una gara di puro contorno.

C’è poi il meraviglioso argento di Luca De Aliprandini nel Gigante uomini. Risultato emozionante ma poco prevedibile essendo la prima volta che nella carriera l’azzurro finisce sul podio in una gara di Coppa del Mondo, all’età di 31 anni (da compiere). Insomma: la gara perfetta nel giorno perfetto.
Gli altri? Paris, uno dei favoritissimi della discesa, è stato tradito da un errore e da un paio di porte “trabocchetto” lungo il tracciato posizionate dagli allenatori avversari. Della Bassino in gigante abbiamo già detto; male anche l’altra punta della squadra rosa, Federica Brignone, che ha fallito in Super G, nel Gigante e nella Combinata.

Resta quindi la preoccupazione per quello che sarà nel 2026 la valanga azzurra e rosa. Sarebbe un peccato steccare le Olimpiadi di casa in una cornice che nessun altro ha.