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Luis Alberto: tutti lo vogliono, ma nessuno se lo piglia. Una triste parabola

La triste parabola del Mago Luis Alberto nel giro di pochi mesi. Nelle ultime 3 gare tra Serie A ed Europa League è partito sempre dalla panchina

Il Mago strizza l’occhio alle milanesi. Il Mago in questione di nome fa Luis e di cognome Alberto ed è molto scontento. Già in estate il numero 10 della Lazio aveva mediato l’addio alla formazione biancoceleste, dato che riteneva concluso il suo ciclo nella Capitale. Un vero e proprio tentativo di fuga culminato nei 9 giorni di assenza alla prima parte del ritiro pre-campionato. Un caso risolto con una multa salata (100mila euro) e la decisone di Claudio Lotito di ritenerlo incedibile. Difficile infatti soffiare lo spagnolo alla Lazio per meno di 40 milioni di euro. Tanti, forse troppi per un talento cristallino ma che ha già 29 anni.

E allora avanti insieme. Probabilmente obtorto collo e per mancanza di reali alternative. Il feeling però con il nuovo allenatore Maurizio Sarri non decolla, anzi non sboccia proprio tra panchine e posizioni tattiche antitetiche. Luis si sente ingabbiato nel 4-3-3 sarriano, dove viene impiegato da mezzala e non si sente libero di giocare tra le linee. Lì dove può sprigionare tutto il suo estro offensivo. Per intenderci il ruolo che gli aveva cucito addosso su misura l’ex tecnico laziale Simone Inzaghi.

Quel Simone che farebbe carte false per riaverlo a Milano, ma l’Inter non può permettersi una operazione così onerosa (Alberto guadagna 3,5 milioni netti a stagione) per l’acquisizione di un cartellino (Lotito per meno di 30 milioni non si siede neppure a trattare). E così nonostante i segnali social e la disponibilità palesata dai suoi manager a Marotta&Ausilio questo matrimonio non s’ha da fare. Almeno a gennaio. Possibile se non probabile che se ne possa riparlare in estate.

Occhio pure al Milan dove i suoi agenti sono di casa grazie al boom di Davide Calabria. La scommessa Messias per ora non ha lasciato tracce e di fatto Calhanoglu non è mai stato rimpiazzato. Il Diavolo a luglio fece un tentativo per portarlo a Milanello, ma la Lazio alzò un muro altissimo pur di non perdere Luis Alberto. Addirittura dalle parti di Formello fu rispedita al mittente una proposta ufficiale da 25 milioni di euro di un club spagnolo (Siviglia?). Chissà se oggi il management laziale prenderebbe la stessa decisione. Fondamentale e pilastro insostituibile con Inzaghi, riserva di lusso con Sarri con tanto di rapporti tendenti al deterioramento.

Questa la triste parabola del Mago nel giro di pochi mesi. Nelle ultime 3 gare tra Serie A ed Europa League Luis Alberto è partito sempre dalla panchina, visto che l’allenatore toscano lo ritiene tatticamente incompatible con Milinkovic Savic. “O gioca uno o gioca l’altro” ha dichiarato l’ex tecnico della Juventus nei giorni scorsi. Peccato che i due abbiano convissuto con grandi risultati per 5 anni sotto la gestione Inzaghi. Ecco perché il Diez non si dá pace e vuole cambiare aria. Nella Lazio di Sarri si sente di troppo e non apprezzato. E per questo Milano sarebbe la metà ideale, a patto che Lotito abbassi le richieste altrimenti il rischio concreto è di ritrovarsi prigioniero di una gabbia dorata dalle sfumature biancocelesti.