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L’Italbasket di Meo Sacchetti fa sognare e ottiene il pass Olimpico. E ora nessuno salga sul carro

Il sogno del basket italiano è realtà: l'Italbasket di Sacchetti vola a Tokyo. Ma chi ha dato buca alla nazionale non salga (ora) sul carro

Un miracolo sportivo, con alcune motivazioni tecniche ben precise. L‘Italia del basket  ieri sera si è guadagnata un posto alle prossime Olimpiadi, cosa che non accadeva dal 2004. E da solo questo dato fa capire la portata storica-sportiva di quanto avvenuto ieri a Belgrado.

Olimpiadi Tokyo 2021, la vittoria del gruppo azzurro

Il merito è dei ragazzi, di una Nazionale che (possiamo dirlo?) finalmente si è tolta dall’imbarazzante mantello delle cosiddette «Stelle» della Nba, La storia ieri ha parlato chiaro. I vari Gallinari-Belinelli-Bargnani tanto reclamizzati non ci hanno mai portato al torneo dei 5 cerchi. 

C’è riuscita invece l’Italia di Nico Mannion (primo anno in Nba a Golden State) che nessuno ha mai descritto come una stella ma che forse alla fine della sua carriera negli Usa sarà ricordato come uno dei giocatori azzurri più forti di sempre. 

C’è riuscito Polonara, snobbato dal nostro campionato ma capace di trovare a Valencia una nuova strada, da grande giocatore. 

C’è riuscito Melli, l’italiano meno reclamizzato tra quelli della Nba ma che, forse, è l’unico che ogni allenatore vorrebbe nella sua squadra. 

C’è riuscito Fontecchio, un’altra vittima dalla sindrome dell’americano al punto da dover «emigrare» a Berlino (come se nel nostro campionato non ci fosse posto per uno come lui). 

C ‘è riuscito Paiola, fino ad un mese fa un giovane della panchina Virtus e che ora si trova uno scudetto sul petto ed un biglietto per Tokyo, da protagonista.

Meo Sacchetti, il vero artefice dell’impresa olimpica

C’è riuscito soprattutto un uomo capace di costruire una squadra da sogno, senza paure, senza tensioni interne, un gruppo vero (quest’estate le Nazionali italiane vanno così…). Meo Sacchetti merita tutti gli elogi del mondo e soprattutto un successo simile lui che, da gran giocatore che era, si è visto portare via da un brutto infortunio uno scudetto a Varese.

Bisogna essere onesti nel fare due considerazioni. La prima è che abbiamo sconfitto la seconda squadra della Serbia dato che i suoi giocatori migliori hanno preferito le vacanze al torneo pre-olimpico, uno su tutti, Nicola Jokic, semplicemente l’appena eletto Mvp della Nba.

Squadra che vince non si cambia. Nessuno salga sul carro del vincitore

La seconda ci porta a chiedere alla Federazione ed al suo allenatore di tenere le porte della palestra ben chiuse: niente rientri dell’ultim’ora. Niente ripensamenti. Chi si è tirato indietro fino ad oggi domani non provi a salire sul carro del vincitore, anzi l’aereo, diretto in Giappone.

Il messaggio dev’essere chiaro: questi hanno conquistato il pass olimpico, questi giocano, senza eccezioni. Questione di rispetto verso la maglia, i compagni, lo sport ed un po’ di quella cosa che in Italia manca: la meritocrazia.

Ora si va alle Olimpiadi in un girone che non è nulla di trascendentale ma, davvero, adesso non esageriamo con le richieste. Siamo davvero già molto contenti così.

Godetevela, ragazzi, e grazie, davvero.