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Jannik Sinner, un talento che deve crescere dopo la delusione Wimbledon

L'altoatesino Jannik Sinner è un talento indiscusso del tennis, ma ancora deve crescere (specie nelle gare importanti)

Certo, scusanti ce ne sono a migliaia. Su tutte la sua età, perché scendere in campo a Wimbledon a 19 anni con tutto un paese ed il mondo del tennis pronti a guardarti non è semplice. Ma questo non toglie che non si possa dire in maniera chiara che questo 2021 per Jannik Sinner è piuttosto deludente e la sconfitta al primo turno sui campi d’erba più belli del pianeta sono solo l’ultima prova che ci sia qualcosa che non vada come ci si attendeva.

La carriera di Jannik Sinner, dai titoli Atp ai prati di Wimbledon

Andiamo con ordine.

Un anno fa il giovane altoatesino si era guadagnato le prime pagine dei giornali, spazi in tv, interviste e tanta ma tanta ammirazione per quello che faceva in campo da appena maggiorenne. Raffiche di colpi pesantissimi, dritto, rovescio, servizio, il tutto condito dalla freddezza tipica della gente della sua terra. Ed i risultati arrivavano a grappoli: titoli Atp e grandi partite anche nei Masters 1000 e nelle prove dello Slam. Al punto che per Sinner si era arrivati ad utilizzare l’espressione che lascia poco margine di dubbio: predestinato.

Il 2021 di Sinner e la delusione nei tornei importanti

Un’etichetta che a quanto pare ha pesato come un macigno sulle spalle di Sinner che in questo 2021 ha raccolto poco e soprattutto ha fatto male nei tornei importanti. Ragioni mentali (forse) ma anche tecniche.

Per gli avversari non è più un irriverente sconosciuto; tutti lo hanno guardato, analizzato e scovato i punti deboli. A Londra lunedì scorso Fucsovic lo ha ucciso a suon di back di rovescio; una palla bassa, con poco peso, sulla quale anche per le difficoltà della superficie, Sinner non è mai riuscito a spingere.

Jannik Sinner, un talento del tennis che deve crescere

Il ragazzo, sia chiaro, c’è ed è davvero un talento, ma deve crescere. Soprattutto deve ampliare la sua gamma di colpi, deve saper stare a rete, deve riuscire a proporre qualcosa in più rispetto alla battaglia a suon di fucilate (dove ha pochi eguali).

Insomma, dall’entusiasmo si è passati ai primi dubbi. Il resto della stagione ci dirà se l’altoatesino ha imparato la lezione ed invertito la tendenza.

Ma non guasterebbe che chi pronosticava un anno fa un 2021 di trionfi ridimensioni le sue uscite e magari abbia l’onestà di ammettere che se c’è un italiano con delle concrete possibilità di vincere a Wimbledon o di ben figurare nei grandi tornei è Berrettini.