Diritti tv serie A, ecco le grandi manovre tra i principali broadcaster

Tra un anno e mezzo scadono i diritti televisivi della Serie A e sono già iniziate le grandi manovre tra i principali broadcaster mondiali

Il 2024 non è poi così lontano. Tra un anno e mezzo scadono i diritti televisivi della Serie A e sono già iniziate le grandi manovre tra i principali broadcaster mondiali. Apple TV ha manifestato interesse nei giorni scorsi e valuta una discesa in campo nella contesa. Idem Amazon Prime che potrebbe allargare il bouquet delle offerte sportive (detiene la miglior gara della Champions League del mercoledì e il 50% delle partite del Mondiale in Qatar) con le gare della massima serie del calcio italiano.

Una gara tra pesi massimi, con Sky che punta ad aumentare il suo peso specifico.

A Rogoredo sono stanchi di accontentarsi delle briciole sulla A

A Rogoredo infatti sono stanchi di accontentarsi delle briciole sulla A (3 gare a giornata in coabitazione) e vorrebbero riprendersi la maggioranza. Occhio però agli attuali detentori dei diritti, ovvero Dazn che non intende farsi sfilare la massima serie calcistica italiana da sotto il naso.

Anzi stanno preparando una nuova offensiva per mantenere la leadership sul mercato. Con l’aiuto di Claudio Lotito, il presidente più forte politicamente tra quelli presenti attualmente in Serie A. Lavori in corso per un rinnovo dei diritti con la possibilità di mantenere la cifra alta nonostante un prodotto in svalutazione (si parla di quasi il 35% in meno) per una serie di fattori. Come arrivare allora intorno al miliardo di euro tanto agognato dalle parti di via Rosellini? Bella domanda, anche se una pista sta prendendo corpo.

Una pista sta prendendo corpo

La Serie A attualmente può vendere i propri diritti solo per 3 anni, come prevede la Legge Melandri: un margine troppo stretto per ammortizzare l’investimento, visto che il boom di abbonamenti preventivati non c’è stato. Neppure su Tim Vision, partner dell’operazione 2021-2024 dei diritti presi da Dazn. Certo le cose cambierebbero e prenderebbero tutt’altra piega se si potessero vendere i diritti non per i prossimi tre (2024-2027) ma per ben 5 anni (come avviene ad esempio in Spagna).

A quel punto Dazn potrebbe garantire cifre più alte alle 20 società della massima serie. E vissero tutti felici e contenti. Dato che in questa maniera si potrebbero anche inanellare delle partnership: ad esempio con Amazon o Apple TV che qualche segnale di interesse lo hanno già manifestato. Ovviamente il tutto sarebbe possibile modificando la Legge Melandri. Una conditio sine qua non fondamentale. E qui scende in campo Claudio Magno.

Lotito è stato appena stato eletto in Senato con Forza Italia e ha ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di presiedere una commissione parlamentare. E potrebbe così diventare il primo sostenitore di una riforma della Melandri. Tutto passa da lui. Ancora una volta. Come al solito…