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Antonio Conte Il mio nome è mai più

Un punto dal Milan dei miracoli per i nerazzurri è la grande occasione. Ma Conte dovrà farcela con le forze che ha disposizione: Suning stringe ancora i cordoni della borsa

Un punto dal Milan dei miracoli per i nerazzurri è la grande occasione. Ma Conte dovrà farcela con le forze che ha disposizione: Suning stringe ancora i cordoni della borsa

«Quest’anno o mai più». A pronunciare la storica frase una persona molto vicina all’Inter e al suo allenatore, Antonio Conte. E non si tratta di un’opinione personale, ma di quello che, in silenzio, ad Appiano Gentile tutti pensano.Il ragionamento è molto semplice: la situazione della Serie A è molto chiara e totalmente favorevole ai nerazzurri. Davanti c’è solo il Milan, di un solo punto. I rossoneri però hanno fatto fino ad oggi dei miracoli veri e propri. Più di questo – è il concetto- non possono. Anzi, caleranno un pochino. Dall’altra parte «noi» siamo partiti male, condizionati dal Covid, dalla Champions, da questioni tattiche. Poi «abbiamo» cominciato a correre. Insomma, siamo dietro di un punto con una gestione in campionato poco sopra la sufficienza. A questo va aggiunto che ormai lo Scudetto sembra una questione a due. La Juventus, dopo un decennio, sta vivendo una stagione complicata. Le altre a turno si auto eliminano.Ecco perché all’Inter siamo al «Quest’anno o mai più» e le motivazioni sono anche molto valide. Ma il bello del calcio è che la teoria da sola non basta. Ci potrebbero essere quindi sorprese che vanno al di là della teoria. E quel «mai più», nel caso di mancato successo alla fine si riferirebbe solo all’allenatore ed alla sua a quel punto impossibile riconferma. Una mozione degli affetti che non ha scosso la famiglia Zhang. I conti sono in forte tensione e l’eliminazione dall’Europa (come anticipato da True Sports lo scorso 11 dicembre) ha spinto Suning ha stringere ulteriormente i cordoni della borsa. Dunque, niente investimenti di mercato a gennaio e, se possibile, risparmi immediati e tagli strutturali al monte ingaggi. Il messaggio è chiaro: sarà anche l’occasione buona, magari irripetibile, ma Conte dovrà fare con le forze che ha a disposizione, senza sperare in rilanci provenienti dalla Cina.