Home Politics Geopolitics Attacco in Kuwait: drone colpisce la base Ali Al Salem e distrugge un Predator italiano

Attacco in Kuwait: drone colpisce la base Ali Al Salem e distrugge un Predator italiano

Attacco in Kuwait: drone colpisce la base Ali Al Salem e distrugge un Predator italiano

Domenica 15 marzo la base di Ali Al Salem in Kuwait, punto strategico per la presenza militare internazionale nell’area mediorientale, è stata colpita da un drone. L’attacco ha centrato uno shelter che ospitava un velivolo senza pilota della Task Force Air italiana, causando la distruzione completa del mezzo ma senza provocare feriti tra il personale. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha dichiarato di essersi immediatamente sentito con il colonnello Mangini per sincerarsi delle condizioni dei militari, confermando che al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che la perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari, poiché il dispositivo era stato preventivamente alleggerito lasciando esclusivamente quello essenziale.

Il valore del Predator MQ-9A: persa un’eccellenza della sorveglianza ISR

Il drone distrutto, identificato come MQ-9A ‘Predator’, rappresenta uno strumento di sorveglianza e ricognizione fondamentale per le forze italiane nel teatro mediorientale. Dotato di autonomia superiore alle 24 ore e in grado di operare fino a 15 mila metri di quota, il velivolo è un assetto strategico prodotto dalla General Atomics. Secondo il generale Marco Bertolini, ex comandante del Covi, la perdita del velivolo a pilotaggio remoto è sicuramente un danno, ma non incide in maniera rilevante sull’operatività complessiva del contingente. L’Italia aveva acquisito i primi Predator nel 2001, aggiornandoli successivamente al modello MQ-9A (Predator B) dal 2008 per rafforzare le capacità di intelligence.

La linea della fermezza, Tajani: «Le nostre missioni continuano nonostante le minacce»

La risposta istituzionale è stata affidata al ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha ribadito che l’Italia non si farà intimorire e manterrà fede agli impegni internazionali: «Non ci faremo intimorire da un drone, le nostre missioni continuano». Tajani ha indicato che il Kuwait è un obiettivo militare dell’Iran per la presenza di basi americane, ma ha sottolineato che le postazioni non verranno abbandonate. Lo Stato Maggiore della Difesa e il Comando Operativo di Vertice Interforze mantengono un monitoraggio costante della situazione per garantire la continuità operativa e la sicurezza degli assetti.

‘The Rock’: l’hub logistico fondamentale per l’operazione Prima Parthica

Situata a circa 60 chilometri dal confine iracheno, la base Ali Al Salem, soprannominata ‘The Rock’, è una cittadella logistica e operativa fondamentale per la coalizione internazionale. Creata dalla Kuwait Air Force, è divenuta un polo multinazionale ospitando assetti aerei statunitensi, italiani e di altri alleati. Dal 2014, la presenza dell’Aeronautica Militare italiana nella base è volta esclusivamente a scopi di ricognizione e supporto all’intelligence contro le reti jihadiste attive tra Iraq e Siria, nell’ambito dell’operazione Prima Parthica.

Scenari futuri: la presenza italiana legata a valutazioni strategiche e politiche

Secondo i responsabili militari, la decisione di proseguire la presenza in Kuwait dipenderà da una valutazione di carattere strategico-militare-politico e di sicurezza, e non certo dalla perdita di un singolo assetto. L’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione regionale in cui le basi degli alleati occidentali sono considerate obiettivi sensibili. Al momento la continuità della missione italiana è confermata e vengono adottate tutte le misure preventive necessarie secondo l’evoluzione del contesto regionale.