Home Economy In libreria “Due strade verso la prosperità” di Joel Mokyr, Avner Greif e Guido Tabellini

In libreria “Due strade verso la prosperità” di Joel Mokyr, Avner Greif e Guido Tabellini

In libreria “Due strade verso la prosperità” di Joel Mokyr, Avner Greif e Guido Tabellini

Perché l’Europa è diventata la culla della Rivoluzione industriale, dello Stato di diritto e della democrazia, mentre la Cina – per secoli più avanzata – ha seguito una traiettoria diversa? A rispondere a uno dei grandi interrogativi della storia economica e politica è “Due strade verso la prosperità”, il nuovo saggio firmato da Avner Greif (Università Bocconi), Joel Mokyr (Northwestern University, premio Nobel per l’Economia 2025) e Guido Tabellini (Università Bocconi), edito da Bocconi University Press e dal 30 gennaio nelle librerie italiane. In un momento storico segnato dal riemergere della Cina come attore globale centrale e da un rapporto con l’Occidente fatto di competizione, interdipendenza e incertezza sugli equilibri futuri, il volume offre una chiave di lettura di lungo periodo per comprendere le radici profonde di questa divergenza.

Il punto di partenza è storico. Intorno all’anno 1000, durante la dinastia Song (960–1279), la Cina era una civiltà ricca, popolosa e tecnologicamente avanzata, mentre l’Europa appariva povera, frammentata e arretrata. Nei secoli successivi, però, le due aree intrapresero percorsi sempre più diversi, fino al ribaltamento tra il XVIII e il XIX secolo, quando l’Europa guidò la Rivoluzione industriale e la Cina entrò in una lunga fase di rallentamento.

Secondo gli autori, la spiegazione non va cercata solo nello Stato o nella tecnologia, ma nella cultura, nelle istituzioni e in ultima istanza nelle forme di cooperazione sociale sviluppate nel tempo.
Quando lo Stato era debole o assente, beni pubblici fondamentali – come protezione, istruzione, risoluzione dei conflitti e condivisione del rischio – venivano garantiti da organizzazioni sociali non statali. In Cina prevalse il modello dei clan, basati sui legami di parentela; in Europa quello delle corporazioni, associazioni di individui non imparentati come gilde, università e città autonome. Due modelli simili nelle funzioni, ma costruiti su principi opposti, con conseguenze decisive sullo sviluppo economico, istituzionale e politico.

Il libro segue queste traiettorie fino all’età contemporanea, interpretando la crescita cinese degli ultimi decenni come una convergenza parziale, fondata su forti continuità storiche più che su una rottura radicale con il passato. “Due strade verso la prosperità” non è solo un libro di storia economica, ma una riflessione sul rapporto tra cultura, istituzioni e sviluppo. Un’opera di ampio respiro sullo sviluppo economico, sociale e istituzionale di lungo periodo, in grado di aiutarci a comprendere le radici profonde del mondo in cui viviamo.