Home Politics Geopolitics Colpita la base italiana di Erbil, Crosetto e Tajani: “I nostri militari stanno tutti bene”

Colpita la base italiana di Erbil, Crosetto e Tajani: “I nostri militari stanno tutti bene”

Colpita la base italiana di Erbil, Crosetto e Tajani: “I nostri militari stanno tutti bene”

La guerra in Medio Oriente coinvolge ora direttamente anche l’Italia. Nella tarda serata di ieri, verso le ore 23.30, un missile ha colpito la base militare italiana situata a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il fatto è stato confermato dalle autorità competenti, che riferiscono come, al momento, non vi siano feriti tra i militari o il personale italiano impiegato nella struttura.

Dichiarazioni ufficiali e rassicurazioni

Sulla vicenda sono intervenuti con pronte dichiarazioni il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Crosetto ha dichiarato che “a quanto si apprende, non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene”. Tajani, dopo aver parlato con l’ambasciatore d’Italia in Iraq, ha ribadito: “Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker“. Entrambi i ministri hanno espresso “ferma condanna” per questo attacco.

Il contesto degli attacchi nella regione

L’attacco alla base italiana in Iraq si inserisce in un quadro regionale estremamente instabile e complesso. Negli stessi giorni, lo Stretto di Hormuz è stato teatro di nuovi episodi di violenza. Tre navi commerciali sono state colpite; tra queste, la portarinfuse thailandese “Mayuree Naree” è stata attaccata mentre transitava nella zona. Le operazioni di soccorso hanno portato al salvataggio di 20 marinai da parte delle autorità dell’Oman, ma tre persone risultano ancora disperse.

L’Iran avrebbe lasciato intendere una propria responsabilità nell’attacco alla nave thailandese, affermando che l’imbarcazione avrebbe ignorato gli avvertimenti di Teheran. Altri due episodi hanno interessato navi mercantili nelle acque degli Emirati, fortunatamente senza fare vittime.

Risposta militare e tensioni finanziare

La tensione nella regione rimane elevata. Gli Stati Uniti hanno annunciato la distruzione di 16 navi posamine iraniane nello Stretto di Hormuz attraverso un’operazione preventiva, mentre i Guardiani della Rivoluzione iraniana (Pasdaran) hanno minacciato espressamente banche e istituzioni finanziarie occidentali nel Golfo. Alcuni gruppi bancari, tra cui Citigroup, hanno adottato misure di sicurezza; la sede di Dubai ha disposto l’immediato abbandono degli uffici da parte del personale.

L’Europa di fronte alla crisi

Le conseguenze della crisi coinvolgono anche l’Europa. Gli ambasciatori europei hanno approvato nuove sanzioni nei confronti di 19 funzionari ed entità iraniane. Contestualmente, la Spagna ha deciso “il ritiro definitivo del proprio ambasciatore da Israele”. Infine, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha stimato in 3 miliardi di euro il costo aggiuntivo che graverà sui contribuenti europei, a solo dieci giorni dall’inizio della crisi, a causa dell’aumento del prezzi di gas e petrolio.

Possibili evoluzioni future

Il quadro rimane in rapido mutamento. Sono segnalate incertezze anche riguardo alla nuova guida suprema iraniana: a quattro giorni dalla proclamazione, Mojtaba Khamenei non è ancora apparso in pubblico e secondo fonti internazionali sarebbe rimasto ferito durante gli ultimi attacchi, pur risultando vigile e in luogo sicuro.

L’attacco alla base italiana a Erbil non ha quindi avuto, di fatto, conseguenze dirette in termini di perdite, ma testimonia la delicatezza della presenza internazionale nell’area e la possibilità di ulteriori sviluppi da monitorare costantemente.