E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Lo schianto del tram ha portato alla morte Ferdinando Favia. Di lui sappiamo che è residente a Vigevano, che si stava per sposare con la compagna Flores Calderon, anche lei sul mezzo. Che era stato sbalzato fuori. Che proprio quel giorno erano andati a prendere i documenti per unirsi in matrimonio dopo oltre 25 anni di convivenza. Ferdinando, nella nostra coscienza del mondo, è un uomo di cui piange la morte una donna, un’azienda, dei colleghi. Identificare una persona vuol dire darle una umanità, una specificità.
Non è successo con l’altro morto. In un primo momento si pensava che fosse Abdou Karim Touré, senza fissa dimora. Senegalese. Quando ho guardato la foto mi sono ricordato di averlo visto, nel parchetto degradato di viale Vittorio Veneto, dove si beve e si spaccia a tutte le ore. Di Karim, in effetti, noi non sappiamo niente. Non è neppure un uomo, ma un invisibile. Talmente invisibile da essere stato dichiarato morto – senza esserlo – per oltre due giorni. Perché in effetti ad essere deceduto è un altro uomo, Okon Johnson Lucky. Anche di lui non si sa niente, si stanno ancora cercando i familiari. Anche lui un invisibile. Un invisibile che lotta per la vita, e un altro che l’ha persa. Ecco, questo degli invisibili penso che sia un dramma dentro al dramma.
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