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Il matrimonio di Mario Calabresi con Silvia Nucini, celebrato dal sindaco Beppe Sala, segna un momento di pausa conviviale prima delle sfide politiche. L’ex direttore di Repubblica e Stampa, oggi direttore editoriale di Chora Media, prima del viaggio di nozze, è andato avanti nei suoi incontri “one-to-one”. L’idea è quella che non solo può affrontare le primarie, e che dunque non cerca l’investitura dall’alto, ma che le vuole approcciare come un vero momento di contatto con l’elettorato.
Il campo di Majorino: la sfida interna al centrosinistra
Sul fronte opposto, ma interno alla coalizione, c’è Pierfrancesco Majorino. Pare che l’eurodeputato sia convinto della bontà della propria proposta e soprattutto della propria rete. Malgrado girino voci in senso opposto, è difficilissimo che possa rinunciare a correre. Anzi, appare rinfrancato dal fatto che Anna Scavuzzo, la vicesindaco di Milano, rimanga in campo. Majorino ha guardato con attenzione anche al lancio de La Civica, ovvero l’ex lista Sala che, come ha detto il primo cittadino, “cambia per sopravvivermi”.
Se infatti La Civica buttasse nella mischia anche Emmanuel Conte, allora Calabresi si troverebbe due competitor nel campo dei moderati. Sul suo “lato”, invece, Majorino potrebbe avere solo Lorenzo Pacini. Il quale però può cadere in piedi: essendo infatti il primo dei non eletti, se Paolo Romano (consigliere regionale vicinissimo a Elly Schlein) come pare andrà in Parlamento, lui entrerebbe in consiglio regionale per un anno. Ma Pacini potrebbe anche aspirare a un accordo proprio tra Majorino e Schlein per essere inserito in una lista per la Camera. Tutto questo mentre a livello nazionale potrebbero esserci le “altre” primarie per la candidatura a premier tra Conte o Schlein.
L’area a sinistra del PD: l’ipotesi Gianni Barbacetto
Tornando a Milano, continuano intanto a rincorrersi gli interrogativi sul lato a sinistra del Partito Democratico. Risulta difficile, infatti, che chi ha contestato per cinque anni la giunta Sala possa voler partecipare alle primarie. L’interrogativo più ricorrente è se questo vasto fronte convincerà a candidarsi Gianni Barbacetto, il giornalista del Fatto che da sempre si oppone al cosiddetto “sistema” di Beppe Sala. Secondo alcuni osservatori, questa area a sinistra della sinistra potrebbe valere decisamente non poco, attestandosi anche sopra il 5 per cento, sempre che sia il giornalista del Fatto a correre.

