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Nomine! Il Pd sta a guardare il M5S che riconferma Fs (con Castelli in pole position)

La partita a scacchi dentro Ferrovie

Vai a capire che cosa sta succedendo in Ferrovie dello Stato e nella sua galassia. Domani, il giornale di De Benedetti, lancia nella mischia come nuovo possibile ad di Trenitalia, ovvero il boccone grosso della partita di nomine, Arrigo Giana, attuale direttore generale di Atm. Secondo quanto può riferire True-News.it, ad oggi la partita non è aperta, tanto che a Palazzo Marino sono tutti molto tranquilli. Per adesso Giana, che ha un rapporto diretto con Nicola Zingaretti fin dai tempi in cui guidava Cotral (peraltro con risultati ottimi), rimane dov’è. Anche perché la partita pare lunga, complicata, piena di insidie. A “dare le carte” su Ferrovie dello Stato sono principalmente i 5 Stelle. Già ai tempi di Salvini la Lega si tirò fuori, pare per contrasti antichi, non andando a nominare ad Giuseppe Bonomi, che pure aveva esperienza e competenza. Alla fine la spuntò Gianfranco Battisti, che pare avere incassato ancora una volta la fiducia di Luigi Di Maio. E’ difficile capire chi sia il kingmaker di questa partita. Che più che la nomina di un re, pare l’assalto alla diligenza da parte di tante diverse anime. Per esempio per Busitalia si fa il nome per la presidenza di Gaetano Stramentinoli, attuale Strategic Risk Management di Fs, già ufficiale della Finanza per 20 anni. Classe 1982 Stramentinoli è stato pure insignito del cavalierato lo scorso anno, grazie al Ministero Economia e Finanze, dove siede la viceministra Laura Castelli. Pare che sia lei che spinge per averlo presidente. L’amministratore delegato invece potrebbe essere Giovanni Palladino. Già parlamentare fino al 2018 è stato prima nel PPI, poi nel Pd, poi in Scelta Civica, poi in ALA di Denis Verdini, poi renziano di ferro e infine torna al Partito Democratico, da dove era partito. Palladino, laureato in Scienze Politiche, troverà però alcune resistenze. Chi potrebbe andare a fare l’Ad in RFI è Vera Fiorani, attuale Cfo, dove lavora da quasi 20 anni. Una scelta di continuità interna. Come la continuità dovrebbe esserci in Trenitalia, che è il vero boccone. Grande e grosso. E dunque, ecco la parte “pregiata”. Per Ferrovie dello Stato Di Maio vorrebbe riconfermare Battisti ad, mentre Orazio Iacono dovrebbe essere riconfermato ad di Trenitalia. Tuttavia c’è chi vorrebbe uno switch tra i due, per garantire tutte le strutture. Ma c’è anche un’altra possibilità: la “promozione” di Maurizio Gentile, attuale ad di Rfi alla guida di Ferrovie dello Stato. Tutto finito? Mica troppo. Perché a nominare i vertici deve essere il Mef, ma su proposta del Ministero dei Trasporti. Entrambi i ministeri controllati saldamente dal Partito Democratico. Possibile che i dem non tocchino palla su questa partita?