Marinella Soldi: l’ intramontabile presidente Rai mette in difficoltà Meloni

Marinella Soldi, presidente della Rai, sarà il vero ago della bilancia del Cda da qui al 2024. E potrebbe prenotare un posto nel successivo

Perché leggere questo articolo? Marinella Soldi, presidente della Rai, sarà il vero ago della bilancia del Cda da qui al 2024. E potrebbe prenotare un posto nel successivo. Vediamo perché

Marinella Soldi è una manager che in Rai vuole contare nell’ultimo anno del suo mandato da presidente. L’accelerazione della svolta che ha portato Roberto Sergio e Giampaolo Rossi alla carica, rispettivamente, di amministratore delegato e direttore generale ha esaltato il ruolo della potente presidente. Priva di un curriculum giornalistico di peso come suoi predecessori alla carica, Monica Maggioni e Marcello Foa, Soldi è manager a tutto campo. E ha fatto pesare il suo spirito aziendalista. Notato non solo in Italia, ma anche all’estero. Tanto da portarla all’accesso nel board della Bbc britannica nel settembre 2023.

La mossa segnaletica di Soldi sul caso Facci

Eletta in quota Pd dal cda nominato da Mario Draghi nel 2021, la Soldi in questa fase si è mossa con destrezza. Ha dato il via libera al cambio della guardia tra Carlo Fuortes e Sergio alla guida dell’azienda, ma poi ha fatto sentire la sua voce su più dossier. Non da ultimo, quello dell’assegnazione di un programma Rai a Filippo Facci. Dopo le intollerabili frasi di Facci sulla ragazza che ha denunciato Leonardo Apache La Russa per un presunto stupro, Soldi ha tracciato la linea: “L’azienda valuterà”.

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E poco importa che Facci avrebbe, nell’intenzione, avere una striscia di cinque minuti prima del Tg2 delle 13. In quel “valuterà” c’è tutto il peso specifico della presidente che nella dinamica complessa di un consiglio d’amministrazione bloccato esalta il suo ruolo, altrimenti quasi completamente formale.

Una manager vicina a Renzi e Gentiloni, ma autonoma

Ago della bilancia tra una televisione “di destra” e una “di sinistra”, quindi sempre centrale, Soldi oggi è data molto vicina a Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. 

Due ex premier sempre più compattati politicamente dall’alterità rispetto al corso del centrosinistra marcato da Elly Schlein e Giuseppe Conte, che però è difficile vedere come i manovratori politici di Soldi. Manager tutta d’un pezzo che in Viale Mazzini molti definivano “una marziana” dopo il suo arrivo alla presidenza.

Così esterna alle cerchie di potere romane e alla gerarchia della Tv pubblica, la Soldi, fiorentina di Figline Valdarno, classe 1966, ha alle spalle un’esperienza internazionale di alto livello manageriale.

Soldi, dalla Lse alla Rai

Laurea alla London School of Economics, master all’Istituto europeo di amministrazione (Insead) di Fontaineblau, un passato tra McKinsey, la direzione di Mtv Europe e il ruolo di managing director Sud Europa di Discovery, nel 2021 Draghi l’ha chiamata in tandem con Fuortes per le cariche apicali della Tv pubblica.

Ora esercita il suo potere nei limiti del mandato e all’interno del Cda. Non in forma di “resistenza” al nuovo corso meloniano, ma per dimostrare la possibilità di un’alternativa tra “TeleKabul” e “TeleMeloni”. La stessa terza via che, mutatis mutandis, intendono aprire figure come Renzi e Gentiloni alla ricerca di spazi politici per un grande centro ad oggi esistente solo sulla carta.

Le mosse della presidente sulle nomine

E così a campagna Soldi asseconda o devia la linea dell’esecutivo a seconda delle circostanze. Ha votato assieme a Simona Agnes, consigliere in quota Forza Italia, e Igor De Biasio, per la Lega, per sostituire Fuortes con Sergio. Rompendo il tradizionale allineamento all’economista di sinistra Francesca Bria, consigliera nominata dal Pd, permettendo la svolta grazie all’astensione di Alessandro Di Majo, in quota M5s, e il consigliere Riccardo Laganà, rappresentante dei dipendenti.

In seguito, ha ricomposto la vicinanza tradizionale con la Bria votando contro a quello che nel Terzo Polo hanno definito una spartizione “populista” delle cariche di direzione delle testate Rai sul triangolo Fdi-Lega-Movimento Cinque Stelle. Il pacchetto di nomine è passato con i sì di Sergio, De Blasio e Agnes e l’astensione di Di Majo. In Rai per le nomine alle testate basta che ci sia una parità di “sì” e “no”:  Soldi ha detto di no a tutto il pacchetto. Coordinamento editoriale a Monica Maggioni, Gian Marco Chiocci al TgUno, Antonio Preziosi al TgDue, Mario Orfeo confermato al TgTre, Francesco Pionati ai Gr, Paolo Petrecca confermato a RaiNews24, Giuseppe Carboni a Rai Parlamento, Alessandro Casarin confermato alle testate regionali e Iacopo Volpi allo Sport.

Soldi e la Rai pluralista con vista 2024

Questo il pacchetto a cui la presidente si è opposta. prendendo una posizione personale che però politicamente nel cda di Viale Mazzini può pagare ora che la sua figura, iscrivibile al centrosinistra di potere manageriale ed economico, può essere decisiva sull’operazione Facci.

E in sostanza, se da un lato Sergio e Rossi non intendono spingere fino in fondo sulla temuta (e non prevista) “occupazione”, l’obiettivo di Soldi dall’altro è spingere sempre più in là la rivoluzione dei palinsesti e degli ordinamenti. Quantomeno oltre le Europee 2024, quando scadrà il suo mandato. Da qui ad allora, parlare di Rai significherà parlare anche di Soldi, se non soprattutto della veterana della Tv privata sbarcata in Viale Mazzini.

A maggior ragione, Soldi ha acquisito standing con la nomina, avvenuta nella giornata dell’11 settembre 2023, a membro del consiglio di amministrazione della Bbc britannica. Prima di Soldi, nessun membro di nazionalità italiana era mai entrato a far parte dell’organigramma dirigenziale della Tv britannica, la più importante e prestigiosa tra quelle pubbliche d’Europa. Un segno dello standing manageriale che la Soldi, forte di entrature internazionali consolidate in seno all’European Broadcasting Union comunitaria, potrà far valere nel Cda di Viale Mazzini.

L’ago della bilancia del Cda oltre l’asse tra destra e M5S

La sensazione è che il management di centrodestra della Rai non possa fondare la sua tenuta unicamente sulla volubile astensione del pentastellato Di Majo, specie se la contrapposizione tra il governo e Giuseppe Conte dovesse consolidarsi. E che nel prossimo anno il vero voto tie-breaker, in un cda bloccato, possa essere quello di Soldi non è da escludere.

Conoscendo regole e procedimenti, Soldi può essere una forza d’interdizione. Meglio, per il nuovo management a cui ha dato il via libera, farsela amica. Magari in prospettiva di una sua riconferma nel Cda. “L’azienda valuterà”: e l’azienda Rai oggi è (anche) la sua presidente. Che il clima di impasse riporta in campo con forza. E non è pronta a uscire dai giochi. Mentre da fuori figure come Renzi si sfregano le mani: la Rai è ancora contendibile. Non più appiattita a sinistra, non ancora smaccatamente a destra. Un tutti contro tutti dove l’equilibrio sarà al centro. Uno schema, forse, della politica che potremo vedere da qua a qualche anno nelle camere italiane.