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Lo tsunami “Generazione Milano”: 17 eletti e migliaia di voti, ora con gli under 30 bisogna trattare

Comunali Milano, i giovani dem fanno il pieno di voti (e ora servirà parlare anche con loro). E intanto il Pd fa il pieno di consensi

Parlano i numeri: Gaia Romani è la quarta più votata di tutto il Partito democratico con 2021 voti, dietro solo a intoccabili come Pierfrancesco Maran, Anna Scavuzzo e Lamberto Bertolè. Federico Bottelli è settimo a quota 1676 preferenze personali, staccando in volata volti noti dei dem milanesi: da Filippo Barberis ad Arianna Censi passando per Rosario Pantaleo e Angelica Vasile.

Comunali Milano, piovono voti per i Giovani dem

Fossero solo loro due si parlerebbe di risultato dei singoli. Ma le migliaia di voti per i Giovani Democratici in consiglio comunale e sui Municipi parlano della vittoria di un movimento. Centro o periferia, questa volta non conta. Il segretario dei GD, Paolo Romano, vola sopra le mille (1036) preferenze personali nel Municipio 8 nel cuore di Quarto Oggiaro, dietro solo a Fabio Galesi. Lorenzo Pacini è primo nel Municipio 1 che vede l’affermazione di Mattia Abdu, con 804 voti. Anche Arianna Curti è da primo gradino del podio nel Municipio 2 con 349 preferenze, contribuendo a espugnare una zona in salde mani leghista fino a 24 ore fa. Martina Rossi seconda a parimerito nel Municipio 6 con 381. Tiziana Elli quarta nel Municipio 9 con 309 voti. Si potrebbe continuare.

Comunali Milano, è boom voti per la lista del Pd

Dentro l’exploit del Pd su Milano – che fa quattro volte il risultato della Lista Sala, più di tutto il centrodestra messo insieme e con il centrosinistra che vince nove a zero la partita delle circoscrizioni –, ecco uno dei veri fatti politici della tornata di amministrative milanesi: l’affermazione senza mezzi termini del progetto “Generazione Milano”. Ben 15 eletti sui Municipi, due consiglieri comunali con risultati imprevedibili all’apertura dei seggi. Tutti under 30 e senza soldi. Ma con tanti voti.

Beppe Sala e la nuova Giunta: quanti assessori reclamerà il Pd?

Ora da loro bisogna passare per forza anche nella composizione dei “governi” locali. I numeri parlano di un Pd a fare la parte del leone nella composizione delle Giunte. Sia a Palazzo Marino che nei Municipi. Ma in politica i numeri non sono tutto. Così se da puri equilibri matematici la segreteria di Silvia Roggiani potrebbe reclamare anche 7 assessori nella giunta Sala, è probabile che si preferisca non calcare la mano e garantire armonia nella coalizione. Poi ci sono gli alleati da accontentare, gli equilibri di genere. È complicato, quindi, e tutt’altro che definito. Ma per i diversi giovani che hanno fatto incetta di preferenze si aprono chances per un assessorato. La parola d’ordine nel loro quartier generale è “cautela”: niente pretese a caso. C’è un tema di esperienza e di competenze specifiche per ricoprire certi ruoli. C’è un tema di percorsi personali e politici che spaziano dalle politiche sociali fino all’urbanistica e la mobilità. È vero. È altrettanto vero che non si può e non si vuole subire il ricatto del non poter fare l’assessore a 25 anni.

A Milano i vertici lo sanno bene: Pierfrancesco Maran, Pierfrancesco Majorino ma anche Lia Quartapelle o Pietro Bussolati e tutta la generazione “02Pd” (dal nome del circolo dove si sono fatti le ossa) si sono fatti notare negli anni sgomitando. Fino a diventare deputati, europarlamentari, consiglieri regionali, assessori, e non certo rimanendo seduti al proprio posto. Sta sbocciando una nuova generazione nei dem meneghini. È giunta l’ora di parlarci.