Live

Letta e il colpaccio di Emma Bonino dietro l’addio a +Europa?

Emma Bonino è la Garante della "Scuola di Politiche" dell'ex premier e il tempismo dell'addio urlato a + Europa è sospetto

Emma Bonino ha lasciato +Europa. Collaborazione con Enrico Letta in vista? La storica leader dei radicali riveste ancora il ruolo di Garante nella “Scuola di Politiche” dell’ex premier e la domanda è più che fondata. Il suo addio al partito comunicato in un’assemblea interna, e il j’accuse molto duro contro gli iscritti e i dirigenti, ha lasciato di stucco in molti. E fatto emergere diversi quesiti: era davvero necessario andarsene proprio ora, in un momento così difficile per il paese e utilizzando toni così aspri?

Probabilmente no, ma ciò che più fa riflettere è il tempismo di questa azione. Il nuovo segretario del Pd infatti, nonostante l’esilio politico degli ultimi anni, ha sempre mantenuto un buon rapporto con la senatrice. Tanto che Bonino, proprio in quanto Garante, è una personalità importante della sua scuola politica. E se Letta riuscisse a coinvolgerla nel suo progetto di Pd sarebbe indubbiamente un colpaccio che darebbe prestigio al suo incarico. All’interno del panorama politico Emma Bonino riscuote, non da oggi, apprezzamenti bipartisan e un suo avvicinamento alla segreteria dem sarebbe difficilmente criticabile. “Me ne vado a testa alta prima che mi facciate fuori voi – ha fatto sapere Bonino durante l’assemblea di +Europa – la vostra cupidigia è senza limiti e il mio seggio al Senato a disposizione. Non voglio più stare in questo partito formato da incompetenti ed ignoranti”.

Ufficialmente il gesto è stato fatto per “sbloccare” +Europa da troppo tempo in lite sulle nuove regole per il Congresso. Motivo per cui anche il segretario Benedetto della Vedova, per l’impasse creatosi in +Europa, ha deciso di lasciare il suo ruolo. Ciò non toglie però che dietro questo passo indietro, che ha tempistiche quantomeno curiose, possa celarsi per Emma un nuovo (interessante) ruolo. Magari proprio con l’ex premier e amico Enrico Letta.