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Ecco perché Maurizio Lupi ha detto “no” a Milano

Maurizio Lupi assente dall'aula al momento di votare la sfiducia al governo Conte. Che ci sia dietro qualcosa?

di Francesco Floris

Due lettere. Un “no” secco. Maurizio Lupi non ha dubbi e risponde così alla domanda “sarà lei il candidato sindaco del centrodestra a Milano?”. Poche ore prima, durante la bagarre romana sulla fiducia al governo Conte, arriva un altro no. O quasi. Forza Italia e Silvio Berlusconi danno indicazioni di votare contro l’Esecutivo. L’ex ministro delle Infrastrutture interviene in Aula in fase di dichiarazione e si allinea. Ma poi è assente al momento del voto. Perché? “Problema logistico” dirà ai colleghi sbigottiti.

Le ambizioni di Lupi?

Che ci sia un legame fra i due “no”? Quello per partecipare alla corsa a Palazzo Marino come candidato da contrapporre a Beppe Sala e quello pronunciato in via indiretta – con un’assenza – alla Camera dei Deputati? Dentro il centrodestra qualcuno mormora che sia proprio così. Che il deputato di “Noi per l’Italia” stia giocando una partita personale trattando con la maggioranza per un ritorno in grande spolvero sulle poltrone che contano?