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“200mila posti di lavoro”. Ecco Giovanni, il “codista” che imita Berlusconi e si candida sindaco

Giovanni Cafaro si candida a sindaco di Milano: promette 200mila posti di lavoro, sanità senza liste d'attesa (ma non dipende da lui), lavaggi gratis per cani e gatti e un nuovo Assessorato ai Parenti. Quanti voti prenderà?

di Francesco Floris

Dopo Paolo Polli, il capopopolo dei ristoratori di Milano inseguito da donne e fisco, a cui True-News ha dedicato un ritratto, c’è un altro volto fra gli outsider che si affaccia nella corsa elettorale per Palazzo Marino. Centrodestra e centrosinistra, per ora, fanno una campagna elettorale a basso ritmo cardiaco. Ma lui no. “Duecentomila posti di lavoro a Milano” è la promessa di Giovanni Cafaro, candidato sindaco della lista civica indipendente “Movimentiamoci Insieme”. Una promessa che ricorda il contratto con gli italiani vergato da Silvio Berlusconi nel 2001 sulla scrivania di Porta a Porta. Il Cavaliere prometteva un milione di posti di lavoro, Cafaro garantisce 200mila posti solo in città. Come? Il presidente del “Movimento Disabili articolo 14” che vive nel quartiere Adriano, nonché ex “codista” di mestiere (la figura professionale che fa le code agli uffici pubblici al posto degli utenti, dietro piccola remunerazione) dice che creerà una valanga di posti di lavoro usando i due miliardi di euro che ogni anno aziende ed enti pubblici pagano come sanzioni in Lombardia per non assumere dei disabili, come prevede la legge. La vecchia storia delle multe per le categorie protette. Quello che forse Cafaro non sa è che il sindaco di Milano non può decidere come destinare fondi regionali, men che meno in una sola città. Forse ignora anche il fatto che la stima di due miliardi di euro all’anno è esagerata. O che – se fosse vera – quei soldi sono vincolati: servono all’inserimento lavorativo dei diversamente abili, non di tutti i lavoratori.
Ma il programma del laureato in Scienze della Comunicazione e con un master in Bocconi non si ferma qua: i suoi volantini (a proposito: date a un grafico a quest’uomo!) affollano i bar (chiusi) e i tabacchi (aperti) di Milano. Traffico e mobilità? Cancellazione delle aree a pagamento B e C e cancellazione di tutte le tasse su automobili e motociclette in ingresso a Milano – dice Cafaro. Sanità? Anche questa non dipende da lui ma annuncia che tutte le visite mediche “per i cittadini milanesi non potranno superare i tre mesi dalla data di prenotazione”. Per legge. E solo per i milanesi. Se siete di Rozzano o Cinisello Balsamo e volete farvi curare all’ospedale Sacco potete tranquillamente attendere un anno e mezzo. Magari in coda sulle tangenziali. Quartieri? Eliminare fino al giugno 2022 il pagamento dell’occupazione suolo pubblico e della Tari per tutte le attività commerciali, compresi gli ambulanti. Un modo per “valorizzare i mercati rionali”. Abolirebbe anche l’Ici se potesse. Ma c’è già chi ci ha pensato.
Palazzo Marino? Tre sono i nuovi assessorati per la ventura giunta Cafaro. Tutti molto orwelliani. Assessorato a “Sanzioni, Lavoro per Giovani disoccupati e Partite Iva”. Uno per “Disabilità e Barriere Architettoniche”. Ma colpisce soprattutto quello con deleghe “Anziani, Servizi sociali, Rsa e Parenti”. Parenti. La speranza della lista civica è che ne abbia parecchi. Ultimo atto del programma elettorale? “Darò a tutti i milanesi proprietari di cani e gatti la possibilità di due lavaggi gratuiti ogni anno”. Non è chiaro se il lavaggio gratis è per i cani. O per i proprietari. Urge un chiarimento.