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Comunali Milano, Mauro Festa (Partito Gay) e Giorgio Goggi (Socialisti di Milano): “Ecco cosa faremo ai ballottaggi”

A "The True Show" Mauro Festa (Partito Gay) e Giorgio Goggi (Socialisti di Milano) si esprimono sulla possibilità di appoggiare Beppe Sala al ballottaggio

Ballottaggio a Milano? Molto probabile, ma non certo. Questo perchè il sindaco uscente Beppe Sala, appoggiato da gran parte del centrosinistra, sta accarezzando l’idea di essere riconfermato al primo turno. Se così non fosse, cosa faranno Mauro Festa (candidato sindaco del Partito Gay) e Giorgio Goggi (candidato dei Socialisti per Milano)? A tal proposito i due sono intervenuti a alla registrazione del programma “The True Show” condotto da Fabio Massa e Barbara Ciabò in onda venerdì 17 settembre dalle 19:20 su Telelombardia. 

Mauro Festa (Partito Gay): “Appoggio a Sala? Vogliamo garanzie”

Il candidato del Partito Gay di Milano Mauro Festa, alla domanda su cosa farà in caso di ballottaggio, ha lasciato una porta socchiusa al sindaco uscente Beppe Sala. “Noi ci candidiamo come lista singola lontani da approcci ideologiciha commentato – e potremmo appoggiare soltanto chi ci darà garanzie su altri passi in avanti. I gay ancora oggi sono discriminati e Milano, vista spesso come un’isola felice, purtroppo non fa eccezione. Ciò che abbiamo riportato nel nostro programma è frutto di un lavoro a 150 mani che ha coinvolto economisti e professori universitari, sopratutto nella parte sulla sostenibilità ambientale”.

Giorgio Goggi (Socialisti di Milano): “No a questa sinistra, nostri elettori sono liberi”

Giorgio Goggi invece, candidato sindaco dei Socialisti di Milano, si è mostrato in caso di ballottaggio poco disponibile ad un dialogo con Beppe Sala. “Ci siamo candidati per essere una lista all’interno del prossimo consiglio – ha affermato a riguardo che si interessi dei problemi della gente piuttosto che dell’immobiliare, dei grattacieli. Vogliamo seguire le orme dei grandi sindaci socialisti e siamo sicuri che a Milano ci sono molte persone a cui non piace questa sinistra, che tanto sinistra non è, per cui non abbiamo nessuna urgenza di allearci e sarei contento di lasciare libertà ai nostri elettori qualora si arrivasse al ballottaggio. Se qualcuno ci volesse bisognerebbe rimettere mano al programma punto per punto”.