Benvenuti in Italia, la “dittatura” dove nasce un partito al giorno

Il metodo più affidabile per rendersi conto che l'Italia non è una dittatura? Contare tutte le formazioni politiche esistenti...

Scenario ipotetico: Giuseppe Conte rimane fuori dalla guida del Movimento Cinque stelle, come stabilito dal tribunale civile di Napoli. Cosa fa l’ex avvocato del popolo? Torna in cattedra all’università o sceglie di rimanere nell’agone politico, fondando un nuovo partito? Perché, nel caso scegliesse la seconda opzione – restiamo largamente nel campo delle mere supposizioni – l’unica certezza che si avrebbe è questa: che numero di maglia dare a una eventuale nuova formazione politica? Prime squadre e spogliatoio della politica italiana già scoppiano, anche se le rose non sono sempre da Champions.

Ma il fatto che queste compagini siano iscritte al campionato, quello no, non lo si può ignorare.

La mappa dei partiti politici esistenti in Italia

Abbiamo provato a elaborare un mappa dei partiti politici esistenti in Italia e, mentre scriviamo queste righe, già sappiamo che domani potrebbero già essere superate perché un altro partito ha visto la luce.

Magari di centro, visto che in questo periodo sembra andare di moda .

Perché il centro, la storia della Democrazia cristiana insegna, ti permette di stare una volta di qua (a sinistra), una volta di là (a destra).

Sorvolando sul fatto che non si intravedono per ora calibri della statura di De Gasperi e Moro: alla fine quanti sono i partiti, e non solo di centro, in Italia? Ventinove. Sarebbe questa la risposta giusta scorrendo il sito del parlamento alla voce “Registro nazionale dei partiti politici”, creato dopo il referendum che ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti nel 2013.

Nel registro sono iscritti quei partiti che depositano il proprio statuto e che così «ottengono l’accesso a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità da essa stabiliti» (DL 28 dicembre 2013, n. 149).

I partiti iscritti al registro nazionale

Tra i 29 però non sono conteggiati i Cinque Stelle, che solo recentemente avevano scelto di aderire all’appannaggio del 2 per mille che ogni contribuente può destinare a un partito politico in sede di dichiarazione dei redditi.

E, quindi, i partiti (o se si preferisce, formazioni politiche) sarebbero 30. Ma a sedere sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama sarebbero solo i rappresentanti di 18 “partiti” (alcuni siedono nei gruppi misti di Camera o Senato) mentre 13 sarebbero quelli fuori dalle aule, ai quali vanno aggiunti una pletora di movimenti e partiti cosiddetti minori.

Cominciamo dai partiti iscritti al registro nazionale, elencandoli in rigoroso ordine alfabetico. Sono + Europa, Articolo 1 MDP, Azione, Cambiamo, Centro Democratico, democrazia solidale, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Idea, Italexit, Italia dei valori, Italia Viva, Lega Nord per l’indipendenza della Padania, Lega Salvini premier, Movimento associativo italiani all’estero (Maie), Movimento La Puglia in più, Movimento politico Forza Italia, Partito autonomista trentino tirolese, Partito democratico, Partito socialista italiano, Possibile, Radicali italiani, Sinistra italiana, Stella alpina, Sudtiroler Volkspartei, Udc-Unione di centro, Union Valdotaine, Unione per il Trentino, Unione Sudamericana Emigrati italiani.

Ricordare a memoria la formazione dell’Italia a Mexico 70 (Zoff, Burnich, Facchetti…) rimane esercizio più agevole.

L’elenco completo delle formazioni politiche italiane

Nell’elenco, evidentemente, oltre al Movimento 5 Stelle, mancano altre formazioni politiche, il cui elenco abbiamo ricavato da Wikipedia: Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia (ALI), Alternativa Popolare (AP), Buona Destra, Convergenza Socialista (CS), Democrazia Atea (DA), Democrazia Cristiana (DC), Democrazia e Autonomia (DemA), Democrazia Liberale, Destre Unite, Dieci Volte Meglio (10VM), Federazione dei Liberali (FdL), Forza Nuova (FN), Fronte Nazionale (FN), Fronte Verde (FV), Grande Nord (GN, Ill Popolo della Famiglia (PdF), Italia in Comune(IiC), Italia Reale (IR), Lega per l’Italia, Liberal Democratici (LD), Liberisti Italiani, Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale (M24AET), Movimento 3V (M3V), Movimento Fascismo e Libertà(MFL), Movimento Idea Sociale (MIS), Movimento RadicalSocialista (MRS), Movimento Sociale Fiamma Tricolore (MSFT), Nuovi Orizzonti per l’Italia (NOI), Nuovo CDU(NCDU), Partito Animalista Italiano (PAI), Partito dei CARC (P.CARC), Partito Comunista dei Lavoratori(PCL), Partito Comunista Internazionalista (PCInt), Partito Comunista Italiano (PCI), Partito del Sud (PdS), Partito della Rifondazione Comunista (PRC), Partito di Alternativa Comunista (PdAC), Partito Gay, Partito Liberale Europeo (PLE), Partito Liberale Italiano (PLI),Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), Partito Pensiero e Azione (PPA), Partito Pirata Italiano (PPIT), Partito Repubblicano Italiano (PRI), Partito Umanista (PU), Partito Valore Umano (PVU), Popolari per l’Italia (PpI), Riconquistare l’Italia (RI), Sinistra Anticapitalista (SA), Sinistra Classe Rivoluzione (SCR), Sud Indipendente, Volt Italia (Volt), Vox Italia.

Non vi sforzate a contarli: lo abbiamo fatto noi per voi: sono 53.

Ma quanti sono i partiti politici in Italia?

Quindi i partiti politici in Italia sono in tutto 83 (30 di prima più i 53 qui elencati)? No, perché nell’elenco mancano ancora Potere al popolo, Patria e costituzione di Pietro Fassina, Rinascimento di Vittorio Sgarbi, Alternativa (gli ex grillini nel gruppo misto), Verde è popolare di Gianfranco Rotondi.

I partiti in Italia sono talmente tanti (superano il centinaio, ci puoi costruire un torneo a diciotto squadre) che conviene passare da una disamina quantitativa a una qualitativa.

Partiti minori: dominano l’estrema destra ed i comunisti

Tra i partiti minori a fare la parte del leone sono quelli di estrema destra (quando non dichiaratamente di ispirazione fascista) e quelli che si richiamano al comunismo delle radici marxiste-leniniste, che si contendono il titolo di eredi di Marx, Lenin e Stalin (sì, a Baffone ci tengono), rivendicando per sé il titolo di unici depositari del verbo rivoluzionario. Accadeva esattamente la stessa cosa negli anni Settanta, dove bisognava districarsi tra sigle molto simili (come Pcml, Partito comunista marxista leninista, e Pcd’Iml, partito comunista d’Italia marxista leninista) col rischio di trovarti “processato” dai compagni di sezione come revisionista alla minima citazione sbagliata del Manifesto o del Capitale.

Partiti in Italia: torna la tentazione centrista

Italia 2022 come Italia anni Settanta per molti versi, soprattutto se si guarda alla politica (anche se, vista sotto questa luce, ti fa venire voglia solo di calcio anche a chi non ha capito quando scatta il fuorigioco). E dove forte è la voglia di centro.

Spiega Gabriele Maestri, fondatore dell’Osservatorio sui simboli politici della rivista Federalismi.it, ex caporedattore di Termometro politico e autore del sito “I simboli della discordia”: «I media hanno fatto sapere che è allo studio e sarebbe imminente l’unità di intenti dei parlamentari che fanno riferimento a Italia viva e a Coraggio Italia (soprattutto alla parte del partito più vicina a Giovanni Toti, meno a quella originaria che fa capo a Luigi Brugnaro).

Al Senato, nello specifico, si parla della nascita, la settimana prossima, di un unico gruppo chiamato appunto “Italia al Centro”, nel quale sarebbe pronta a confluire, oltre a Iv, l’intera componente del gruppo misto oggi denominata “IDeA – Cambiamo! – Europeisti – Noi Di Centro (Noi Campani)” (della quale fanno dunque parte anche, tra gli altri, Gaetano Quagliariello, Raffaele Fantetti, Sandra Lonardo e Paolo Romani): il gruppo però, per esistere – in base alle norme regolamentari modificate alla fine del 2017 – dovrebbe contenere anche il nome del Psi (o comunque di un altro partito che abbia partecipato alle ultime elezioni col proprio simbolo, anche all’interno di una lista composita, e che abbia ottenuto un eletto a Palazzo Madama, disposto a partecipare a quel gruppo).

Nuovo centro: una operazione soprattutto parlamentare

Di quel gruppo-progetto è circolato un nome, al momento senza un simbolo (non è dato sapere se esista o se esisterà), ma si comprende che è un’operazione innanzitutto parlamentare: non a caso, si sono rapidamente registrati i distinguo di Antonio Tajani per Forza Italia (anche perché il partito di Silvio Berlusconi non intende rinunciare al ruolo di “partito di centro” essenziale e irrinunciabile nel centrodestra) e di Carlo Calenda. Lo stesso Luigi Brugnaro sembrerebbe più interessato a costruire qualcosa con Noi con l’Italia (legata a Maurizio Lupi) e con l’Udc, in ogni caso nell’area di centrodestra». Intanto, da poche ore ha fatto il suo esordio (anche True News ne ha dato notizia) il nuovo movimento di Gianfranco Librandi, Italia c’è. Chiosa Maestri: «Risultano ben 42 domande di marchio depositate a nome di Gianfranco Librandi (alcune accolte, altre rifiutate, altre ancora in via di esame)».

Chissà con quale nuovo partito gli italiani si sveglieranno domattina.