Politics Beppe Sala si divora la sinistra “arancione”

Beppe Sala si divora la sinistra “arancione”

di Francesco Floris

Allora Beppe, questa rivoluzione si può fare? La facciamo?” domanda il senatore Francesco Laforgia. Inizia così la mattinata in remoto di “Milano Unita”, il nuovo cartello elettorale di sinistra ambientalista a Milano che convoglia (più o meno) le esperienze di Sinistra Italiana, Leu, SinistraXMilano, gli “arancioni”. Tutti chiamati a raccolta e organizzati in una lista da Paolo Limonta, l’assessore all’Edilizia scolastica del Comune di Milano ed ex ideologo di Giuliano Pisapia, per correre verso Palazzo Marino a sostegno di Beppe Sala. Sono coloro che dopo aver, sempre o spesso, criticato l’ex manager di Expo per anni ora ci stanno e vogliono cambiare “le cose da dentro”. O, come li hanno definiti i “nemici” giurati, ancora più a sinistra, di Rifondazione e Milano in Comune, sono i cosiddetti “condizionatori”. E che, secondo loro, come gli omonimi elettrodomestici, di tanto in tanto inquinano (il dibattito) oppure non funzionano.

La giornata di “Milano Unita”, servita per contarsi, collocarsi e confrontarsi in vista della tornata di amministrative, ha prodotto anche i primi abbozzi di un programma elettorale. Come per esempio l’idea di creare una “Carta del lavoro buono” da far adottare alle aziende per contrastare la precarietà e il lavoro povero e gratuito oppure l’idea di lanciare un assessorato alla Salute nei comuni. Si sono collegati vari esponenti da tutta la penisola riferibili a quell’area, come per esempio il sottosegretario del Miur Peppe De Cristofaro e lo stesso Limonta. Nel “tavolo” di lavoro virtuale dedicato a “Una città giusta: la città post pandemia”, oltre al senatore Laforgia – a Palazzo Madama con Liberi e Uguali e portavoce nazionale del partito “èViva” (già) – anche il Presidente dell’ottavo Municipio di Roma Amedeo Ciaccheri (Liberare Roma), Massimo Amato, docente di storia finanziaria all’Università Bocconi, Jacopo Rosatteli (co-promotore dell’appello per Salizzoni sindaco di Torino) o ancora Emily Clancy, la consigliera comunale di Bologna italo-canadese di “Coalizione civica”, astro nascente della sinistra bolognese che nell’immaginario locale ha preso il posto di Elly Schlein, l’ex eurodeputata volata in Regione per fare la numero due di Stefano Bonaccini.

Cosa c’entra Beppe Sala con questa marea di “rosso-arancioni-verdi”, ex civatiani, o vendoliani, o pisapiani, seguaci di Nicola Fratoianni e Erasmo Palazzotto, amici a Milano – tuttalpiù – di Pierfrancesco Majorino? Lo ha spiegato lui stesso, in pochi minuti e senza peli sulla lingua. “Cercherò di parlare con la massima franchezza, con il rischio di essere un po’ urticante” ha detto il primo cittadino di Milano rivolgendosi agli ascoltatori. Prima parlando “come un fratello maggiore” e poi sbattendogli in faccia “due raccomandazioni”. La prima? “Vi chiedo più concretezza, meno racconto e meno storytelling. Noi dobbiamo passare alle soluzioni perché alla fine vinceranno i concreti e i più convincenti, non cadete nel rischio dell’annuncite come fa la Regione Lombardia”. “E allora io vi offro questo – dice Sala – vi offro la mia persona, la rassicurazione che può dare qualcuno che è inteso, magari eccessivamente, come l’uomo del fare”. Ma cosa si aspetta il sindaco da “Milano Unita”? “Con me governerete dandomi la vostra capacità, il vostro cuore, il vostro sapere e la vostra sensibilità a supporto di Milano, questo è uno straordinario test per il Paese”. Tuttavia, oltre al cuore e all’anima, “è evidente che potete avere un ruolo elettivo, ci sono dei temi nella vostra sensibilità, storia, cultura. Però sono spazi che tutti tenteranno di occupare. Pensate davvero che la Lega non parlerà di equità sociale? Che non andrà laddove l’equità sociale si manifesta di meno? Per cui il punto è riuscire a metterci la concretezza”. E infine una confessione: “Voglio dire una cosa a vostra garanzia – chiude Sala –: Io non sono una persona talentuosa, ma lavoro tanto e imparo in fretta”. Al contrario di molti politici: talentuosi, che non lavorano mai e ancora meno imparano qualcosa. Soprattutto dagli errori.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi amici.

Iscriviti a True Politics

Ogni martedì mattina alle 6.50 gratis nella tua casella mail

Francesco Floris
Francesco Floris
Nato nel 1989, trentino, milanese d'adozione,. Giornalista freelance. Collaboratore di True-News, Fatto Quotidiano, Affaritaliani.it Milano, Linkiesta, Gli Stati Generali, Vice, Il Dubbio, Redattore sociale. Per segnalazioni scrivimi a frafloris89@gmail.com

Più articoli dello stesso autore

La svolta del governo Draghi sulle riaperture (e non solo)

Cantieri, scuole, bar e ristoranti aperti: dal 26 aprile cambia tutto. Ecco il cronoprogramma

Albertini tenta i moderati e i Cinque Stelle lo aiutano

Il sindaco di Milano presenta la sua lista con tutti i big e punta alla doppia cifra. Ma non è ancora risolto il nodo Cinque Stelle in coalizione che spaventa moderati e centristi. E se il centrodestra ha Gabriele Albertini...

Cosa perdiamo quando perdiamo le chiacchiere da ufficio

Colleghi distanti che non possono parlare né collaborare. Perché anche perdere tempo può servire in un ufficio

Iscriviti a True Politics

Ogni martedì mattina alle 6.50 gratis nella tua casella mail

Notizie Correlate

Albertini tenta i moderati e i Cinque Stelle lo aiutano

Il sindaco di Milano presenta la sua lista con tutti i big e punta alla doppia cifra. Ma non è ancora risolto il nodo Cinque Stelle in coalizione che spaventa moderati e centristi. E se il centrodestra ha Gabriele Albertini...

Ddl Zan, volano gli stracci nella sinistra-sinistra

Luca Paladini e i Sentinelli attaccano chi da sinistra critica il Ddl Zan: "La sinistra che parla come Pillon". Volano gli stracci fra vecchie e nuove femministe e addirittura dentro i Verdi. Fra i litiganti, la Lega gode