Alessandro Chiocchietti e la sfida per diventare Segretario generale Ue

Alessandro Chiocchietti è il favorito per diventare il prossimo Segretario generale del Parlamento europeo. Ma il suo passato desta polemiche

Un italiano è il favorito per diventare Segretario generale del Parlamento europeo. Il capo del Partito popolare europeo, Manfred Weber, e la presidente del Parlamento, Roberta Metsola, hanno scelto come candidato Alessandro Chiocchetti. L’attuale capo di gabinetto di Metsola è il prescelto per raccogliere l’eredità di Klaus Welle, il tedesco che per oltre 13 anni è stato il grande padrone dell’amministrazione dell’istituzione. Intorno a Ciocchetti ruotano le preferenze di Metsola e del Partito popolare, ma anche alcune polemiche per il suo passato politico.

Chi è Alessandro Chiocchetti

Palermitano, è stato assistente di Antonio Tajani, e in precedenza di Marcello Dell’Utri. Cosa che non è passata inosservata a Strasburgo. Nel gennaio 2022 Roberta Metsola è stata nominata alla Presidenza del Parlamento, al posto del defunto David Sassoli. La politica maltese ha subito scelto Chiocchetti come capo di gabinetto. Chiocchetti non è stato accusato di corruzione o legami mafiosi, ma il suo legame con gli alleati di Berlusconi è stato fonte di polemiche all’interno del Parlamento europeo.

In molti a Bruxelles parlano di nuovo caso Martin Selmayr. L’ex capo-gabinetto di Jean-Claude Juncker, nominato Segretario generale della Commissione nel 2018, con una procedura al limite. Se non in violazione delle regole. Selmayr aveva ricevuto una promozione lampo per poter avere le qualifiche necessarie a occupare il posto di Segretario generale. La sua nomina venne organizzata in gran segreto. Il Parlamento chiese le dimissioni. Juncker rispose minacciando le sue.

Alla fine si dovette attendere l’arrivo di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione per costringere Selmayr a lasciare.

Una carriera in Europa

Qualche somiglianza tra la vicenda Selmayr e quella di Chiocchetti potrebbe esserci. Il palermitano vanta un’intera carriera nelle fila del Partito popolare europeo. Vi entrò nel 1996 come  assistente di deputati di Forza Italia. La sua nomina è sostenuta da Metsola e pilotata da Welle. Il 2 maggio scorso Chiocchetti ha ricevuto una promozione dall’Ufficio di presidenza.

E’ salito di un grado, dal 14esimo al 15esimo dell’amministrazione, conditio sine qua non per diventare Segretario generale.

Le somiglianze col caso Selmayr finiscono qui. Chiocchetti può vantare del sostegno di molti politici notabili e di gruppi del Parlamento. Il suo nome sarebbe stato proposto a Metsola da un gruppo diverso dal Ppe. Come ha scritto Davide Carretta su Il Foglio, “la sua promozione a maggio rispetta le regole dello statuto dei funzionari”.

Elezione complessa

Per validare la nomina di Chiocchetti, l’Ufficio di presidenza selezionerà il Segretario generale secondo un normale bando. Dentro il Parlamento c’è chi lamenta che Chiocchetti non sia mai stato Direttore generale. Ma era accaduta la stessa cosa con il socialista Julian Priestley, Segretario generale tra il 1997 e il 2007.

Nel weekend, in vista del “conclave“, l’italiano era visto come favorito per prendere il posto di Klaus Welle.

Lunedì sera il Bureau si è riunito per aprire il bando per il posto. Non sono escluse sorprese. Politico.eu ha scritto che “la reazione da parte dell’amministrazione e di alcuni deputati è stata così negativa che i gruppi, in particolare Verdi, Renew e la Sinistra che devono sostenere l’accordo, potrebbero abbandonare la nave” che sostiene Chiocchetti.

La trasformazione della politica a Bruxelles

A ostacolare la nomina non c’è solo la figura di Chiocchetti.

E’ complice anche la trasformazione degli equilibri interni alla “casa” del Parlamento europeo. Facendo naufragare Chiocchetti, si potrebbe mettere fine al duopolio del Partito popolare europeo (Ppe) e dei Socialisti&Democratici (S&D) sugli incarichi di alto livello dell’amministrazione.

Ci sono altri due uomini potenzialmente candidati. Il vicesegretario generale del Parlamento europeo, il tedesco Markus Winkler (area socialista); e il direttore generale della Comunicazione, lo spagnolo Jaume Duch (area popolare). Una donna potrebbe entrare nella corsa come outsider. Il direttore generale per l’Interpretazione e le Traduzioni, Agnieszka Walter-Drop.

Pro e contro Chiocchetti

Alcuni funzionari dell’amministrazione del Parlamento hanno detto a Politico che erano disgustati dalla decisione e se ne sarebbero andati se Chiocchetti fosse stato nominato. “È davvero il peggiore che avrebbero potuto scegliere”, ha detto un funzionario mentre si recava al fiume Ill, dove si trova Strasburgo. Le reazioni negative potrebbero spingere fuori dall’accordo per l’elezione Verdi, Renew e GUE. “Non è affatto un affare fatto”, ha detto un funzionario coinvolto nei colloqui.

Un portavoce di Metsola ha difeso con forza Chiocchetti, che il presidente del Parlamento ha nominato capo di Gabinetto sei mesi fa. “Ogni promozione che è stata assegnata al Sig. Chiocchetti è stata fatta sulla base del merito e delle regole e delle pratiche stabilite. Nessuna eccezione è stata fatta nel caso del sig. Chiocchetti. Questo è stato fatto anche per altri e viene fatto regolarmente. La regola è che la promozione può essere data dopo due anni”.