Pharma Lo studio sulla lattoferrina contro il Covid: Risultati interessanti

Lo studio sulla lattoferrina contro il Covid: Risultati interessanti

La lattoferrina contro il Covid-19? Ora c’è uno studio scientifico che se ne occupa, in cui per la prima volta sono stati testati gli effetti della lattoferrina sulla risposta immunitaria antivirale e sull’infezione da SARS-CoV-2 in vitro. Infatti, è stato pubblicato di recente (gennaio 2021) uno studio sulla rivista internazionale Nutrients con il titolo “Gli effetti protettivi della Lattoferrina in vitro contro l’infezione di SARS-CoV-2”. I risultati? I più “interessanti e stimolanti”, come li definisce a True Pharma il professor Ignazio Castagliuolo, Direttore e Referente per la Qualità della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia all’Università di Padova, sono quelli che guardano al futuro. “Le molteplici applicazioni della lattoferrina per prevenire le infezioni da diversi agenti virali” dice il professore. “Da un lato stiamo verificando se la combinazione con altri prodotti naturali in grado di modulare l’attività del sistema immunitario, come ad esempio specifici ceppi probiotici, possa potenziare l’azione della lattoferrina, e quindi migliorare la protezione anti-virale. Dall’altro lato stiamo investigando il meccanismo d’azione della lattoferrina a livello molecolare, per eventualmente ottimizzarne l’uso”. Ma per quale motivo realizzare uno studio su questa sostanza? Il principale è che la lattoferrina è una proteina naturalmente presente in varie secrezioni umane, con la funzione di potenziare le difese dell’organismo contro agenti infettivi, batterici e virali. Per questo motivo testare una molecola che l’organismo produce fisiologicamente dà adito ad una serie di sviluppi futuri. Del resto “nell’utilizzo della lattoferrina è già da tempo dimostrata l’efficacia in vitro contro molteplici virus” afferma Castagliuolo. Inoltre lo studio conferma una delle sue caratteristiche già consolidate in letteratura: l’azione immuno-modulante che regola la produzione di mediatori dell’infiammazione nel corso di infezioni. Ciò che il team di ricerca ha potuto evidenziare è in questo caso “la modulazione delle reazioni infiammatorie innescate dall’infezione da SARS-CoV-2”.

Da un punto di vista metodologico lo studio si è articolato su più binari di ricerca. In prima battuta è stato necessario isolare il virus SARS-CoV-2 da un paziente presso l’Unità di Microbiologia dell’Ospedale Universitario di Padova per sequenziarne l’intero genoma. L’obiettivo? Testare e misurare quanto e come la molecola ha un impatto nella prevenzione e nel contrasto dell’infezione. Dove? Un modello di cellule intestinali. L’intestino, infatti, rappresenta uno degli organi bersaglio del virus per la sua replicazione e come incubatore dello stesso, tanto che se ne può trovare traccia nelle feci e nelle urine dei pazienti COVID-19 anche in assenza dei sintomi più “visibili” a livello respiratorio. Tre fasi di studio ben distinte: dapprima la valutazione degli effetti immunitari antivirali della lattoferrina. Poi lo studio della lattoferrina nei confronti del virus, mediante due diversi modelli: il primo basato sull’utilizzo della sostanza per poi provocare, solo in seguito, l’infezione;  il secondo basato sull’utilizzo della sostanza in concomitanza con il virus. In entrambi i modelli si sono andati a valutare gli effetti protettivi della lattoferrina contro l’infezione SARS-CoV-2, osservandone lo sviluppo come indicatore della “forza” preventiva della lattoferrina e monitorando le risposte immunitarie antivirali.

Le evidenze pubblicate da Nutrients, fotografano un impatto positivo della lattoferrina, nello specifico Globoferrina/Transferrin (lattoferrina bovina, Sofar SpA), nei confronti dell’infezione SARS-CoV-2,  che è stato verificato in primis mediante valutazione delle citochine, sia antivirali che pro e anti-infiammatorie, cioè molecole proteiche coinvolte nella regolazione della risposta del sistema immunitario alle infiammazioni e alle infezioni. Infine è stato anche valutato il titolo virale, ovvero se il numero delle particelle virali infettive si riduce o meno dopo il trattamento. Lo studio ha dimostrato che la lattoferrina in oggetto ha ridotto in modo significativo l’espressione di geni antivirali e ha protetto le cellule intestinali dall’infezione SARS-CoV-2, arrivando ad una parziale battuta d’arresto della replicazione virale.

“Il trattamento con lattoferrina ha stimolato l’espressione di diversi geni coinvolti nella risposta anti-virale, suggerendo che le cellule esposte alla lattoferrina diventano meno suscettibili all’infezione virale” ribadisce Ignazio Castagliuolo definendo meglio le risultanze dello studio scientifico sul tema. Perché forse è questa la vera prospettiva.

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