Pnrr e sanità. Il quadro in Italia, Regione per Regione: deadline il 28 febbraio

Deadline al 28 febbraio: ogni Regione è chiamata a predisporre un piano operativo sul fronte dell'utilizzo dei fondi del Pnrr per la sanità

La deadline è fissata per il 28 febbraio 2022. Ogni Regione d’Italia deve predisporre entro quella data il proprio piano operativo contenente piani di azione volti al raggiungimento delle milestone e dei target e individuare i siti dove sorgeranno le Case di Comunità. È l’investimento 1.1 del Piano Nazionale di ripresa e Resilienza “Missione Salute” per la “presa in carico della persona”. I tempi sono stretti – come emerge dall’ultima Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr al momento in discussione alla Camera dei Deputati (la Relazione, non si discutono gli interventi – ma tappa cruciale nella più ampia partita per accedere ai 15,63 miliardi di euro destinati al Ministero della Salute dal Piano più 1,71 miliardi di euro dal Fondo React-EU e 2,89 miliardi di euro Fondo Complementare (di cui 2,39 miliardi a titolarità del Ministero della salute).

L’assegnazione definitiva delle risorse alle Regioni è condizionata alla sottoscrizione del Contratto Istituzionale di Sviluppo da parte del Ministero della Salute e degli enti locali entro e non oltre il 31 maggio 2022.

La situazione in Italia: la Lombardia

La situazione in Italia e nelle diverse Regioni è a macchia di leopardo. La Lombardia ha sostanzialmente predisposto il piano  già all’interno della riforma sanitaria varata a dicembre 2021  e a oggi già si conosco anche gli indirizzi e le comptenze delle diverse Aziende socio sanitarie territoriali rispetto alle nuove infrastrutture sanitarie: Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali e Distretti.

Liguria

Alla Liguria secondo lo schema di decreto del riparto regionale dei fondi relativi al Pnrr e al Piano complementare del Ministero della Salute, spettano circa 190 milioni di euro per potenziare il sistema sanitario regionale. Di questi, quasi un terzo andrà al rafforzamento delle prestazioni erogate sul territorio grazie a un forte incremento dell’assistenza domiciliare e al potenziamento o creazione di strutture territoriali quali le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità.

È prevista la creazione di 30 Case della Comunità e 10 Ospedali di Comunità (per questi ultimi lo standard nazionale stimato è di uno ogni 160.000 abitanti circa). Oltre a 15 Centrali Operativi Territoriali (CoT) con lo scopo di migliorare i servizi domiciliari (che comprenderanno telemedicina, domotica, digitalizzazione) e li coordineranno con gli altri servizi sanitari e gli ospedali. I numeri sono dettalgiati ma non ancora definitivi. È prevista un’ultima Commissione Sanità in Regione per il 25 di febbraio con illustrazione degli ultimi dettagli da parte delle Aziende sanitarie per arrivare al 28 con la documentazione completa.

 

Piemonte

Anche in Piemonte il presidente della Commissione Salute del consiglio regionale, Alessandro Stecco, ha intenzione di indire una Commissione specifica. Le date papabili sono il 21 febbraio o, più probabilmente, lunedì 14 del mese per chiudere la partita con anticipo. A fine dicembre l’assessore alla Sanità Luigio Icardi ha fatto sapere “la Regione Piemonte finanzierà le otto Case di comunità con fondi propri” visto che “gli stanziamenti del Pnrr non garantiscono più, dopo le ultime decisioni del Governo di tagliare le erogazioni per il Nord Italia”.

Il nodo deriva dal fatto che si erano stabilite come necessarie per il proprio territorio 90 nuove strutture ma con i fondi teoricamente messi a disposizione del Pnrr se ne potrebbero realizzare al massimo 82 sulla base dei costi standard (peraltro ancora tutti da definire con precisione seppur stimati, in attesa che arrivino degli schemi di capitolato).

Emilia-Romagna

È messa relativamente bene l’Emilia Romagna. La Regione guidata da Stefano Bonaccini può contare sul fatto che già oggi ospita 124 Case della Salute, di fatto equivalenti alle nuove Case di Comunità, e all’aver promosso nel tempo una serie di monitoraggi e valutazioni dell’impatto su indicatori di cura che sono state documentate in numerose pubblicazioni.

Veneto

Anche il Veneto, regione da cui proviene l’attuale Direttore Generale di Agenas, l’Agenzia autrice delle indicazioni più pregnanti su come declinare concretamente la nuova sanità territoriale, ha deciso di potenziare un sistema che già esiste e conta 77 Case della Salute. La Regione guidata dal leghista Luca Zaia si doterà di 99 Case della Comunità e di 30 Ospedali di Comunità diffusi sui territori di tutte le aziende sociosanitarie.

La Giunta regionale ha approvato l’individuazione delle sedi delle strutture il 4 febbraio scorso su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin dopo il parere favorevole della CRITE (Commissione Regionale per gli Investimenti in Tecnologia ed Edilizia) espresso nella seduta dello scorso 14 gennaio. Non dovrebbero esserci intoppi perché, banalmente, gli interventi previsti oggi sono in larga parte coerenti con la programmazione sanitaria già deliberata nel 2019. Le uniche eccezioni riguardano cinque casi in cui viene prevista una diversa dotazione di posti letto, in due una differente collocazione all’interno del territorio aziendale e un solo un intervento proposto non è al momento già nell’Agenda “storica” della Regione del nord est.

Lazio

I numeri relativi alla Regione Lazio sono stati illustrati lo scorso 24 gennaio dall’assessore Alessio D’Amato durante un’audizione congiunta con le commissioni Sanità e Bilancio del Consiglio regionale. Quasi 550 milioni di euro articolati in tre misure: potenziamento della sanità territoriale, ammodernamento tecnologico, adeguamento antisismico degli ospedali. Per l’istituzione delle CdC vengono messi sul piatto 159 milioni di euro per 170 strutture in tutta la Regione che assorbiranno anche le attuali Case della Salute. Sono già stati raggiunti accordi con alcune amministrazioni comunali, le Ater (gli enti gestori delle case popolari), il demanio e il demanio militare, che metteranno a disposizione le strutture necessarie da riadattare come avviene sostanzialmente in tutta Italia dove nessuno si è lanciato nell’edificazione da zero. Avranno una grandezza intorno ai mille metri quadri e all’interno ospiteranno ambulatori e servizi di diagnostica, assistenza soprattutto infermieristica e la partecipazione dei medici di base che, con le nuove ipotesi di contrattualizzazione dovranno impiegare parte del loro orario di lavoro proprio in struttura.

Rispetto alle altre infrastrutture verranno finanziati 44 Ospedali di Comunità da massimo 40 posti letto dedicati all’assistenza di chi ha patologie croniche. Investimento complessivo da 86 milioni di euro da sommare alle 64 Centrali operative territoriali (una per ogni distretto sanitario più una di coordinamento), che saranno il riferimento del numero unico europeo 116117.

Toscana

Il piano legato alle risorse del Pnrr e del piano complementare che la Regione Toscana porterà a Roma punta a realizzare, sul tema delle nuove strutture sanitarie, 78 case di comunità, 37 centrali operative territoriali e 24 ospedali di comunità, con una richiesta di 173,5 milioni di finanziamento da sommarsi ai 200 milioni di fondi regionali per rafforzare l’assistenza territoriale nei Comuni montani o comunque lontani dalle grandi città in cui sorgeranno le nuove strutture.

Campania

Come noto i fondi del Pnrr sottostanno alla regola che almeno il 40% vada investito in Regioni del Mezzogiorno d’Italia. In Campania sono in arrivo 169 Case di Comunità ma dal sito della Regione non si trovano tante informazioni pubbliche. I numeri sono emersi grazie a un intervento dell’assessore Regionale al Bilancio, Ettore Cinque, che ha parlato durante il Convegno “Missione Salute” organizzato dal master di Management sanitario e socio sanitario e di Analisi e valutazione di impatto sociale organizzato dal Dipartimento di Scienze sociali dell’Univeristà Federico II di Napoli. Va anche sottolineato che il governatore Campano, Vincenzo De Luca, è forse quello più attivo nel corpo a corpo con i medici di base per assumere con contratto di dipendenza con il Servizio sanitario il personale sanitario per le Case di Comunità e per quelle aree dove è più evidente la mancanza di camici bianchi. In generale il fronte dei Governatori si muove unito verso queste direzione ma ora la parola passa al ministro della Salute Roberto Speranza (che non si è mai detto favorevole a far entrare i medici di famiglia come dipendenti) e anche all’Enpam (la Cassa previdenziale dei medici).

 

Abruzzo

Alla Regione Abruzzo va la somma di 58,9 milioni euro per un target regionale da raggiungere di 40 Case di Comunità mentre per la messa in sicurezza e antisismica di nuovi ospedali sicuri e sostenibili 54 milioni di euri, per la Cot, l’interconnessione aziendale e i dispositivi tecnologici 4 milioni, per gli Ospedali di Comunità ci saranno 26 milioni. Ulteriori risorse saranno destinate alla digitalizzazione dei Dea di primo e secondo livello (37 milioni) le grandi apparecchiature (31 milioni) l’adozione di 4 nuovi flussi informativi nazionali per i consultori, la riabilitazione, le cure primarie (793mila). Verranno infine destinati 2,5 milioni euro per corsi di formazione in infezioni ospedaliere del personale sanitario destinati a circa novemila dipendenti. A illustrare le cifre nel dettaglio è stato direttamente il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della Conferenza delle Regioni in programma dello scorso 12 gennaio, la stessa che ha acquisito in quella data l’intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute recante la ripartizione delle risorse destinate alle Regioni per i progetti del Pnrr e Pnc.

 

Sicilia

Si muovono anche gli enti a statuto speciale. Il primo febbraio all’Assemblea regionale siciliana (Ars) si è tenuta la seduta della VI Commissione con all’ordine del giorno il tema della programmazione dei fondi del PNRR destinati alla Sicilia per il settore sanitario e socio sanitario. In totale per la Sicilia c’è uno stanziamento di 796 milioni di euro, di cui 16,7 milioni per la realizzazione di 49 Centrali Operative Territoriali; 217 milioni per la realizzazione di 146 Case della Comunità e 93,4 milioni per la realizzazione di 39 Ospedali della Comunità. Il dettaglio degli Action Plan e delle Schede di intervento, documenti che costituiscono parte integrante del Contratto Istituzione di Sviluppo (CIS) che è di fatto il contratto che sta alla base della concessione dei fondi previsti per ciascuna regione, sono già state inviate a Roma. Le proposte dell’assessorato vertono su 39 Ospedali di Comunità (3 nella provincia di Agrigento, 2 Caltanissetta, 9 Catania, 1 Enna, 5 Messina, 10 Palermo, 3 Ragusa, 3 Siracusa, 3 Trapani); 150 Case di Comunità (16 nella provincia di Agrigento, 8 Caltanissetta, 32 Catania, 5 Enna, 18 Messina, 37 Palermo, 9 Ragusa, 12 Siracusa, 13 Trapani) e 49 COT (4 nella provincia di Agrigento, 3 Caltanissetta, 11 Catania, 2 Enna, 6 Messina, 12 Palermo, 3 Ragusa, 4 Siracusa, 3 Trapani).