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Covid, il 67% dei decessi erano cardiopatici

Il 27,8 per cento dei decessi a causa del Covid soffriva di cardiopatia ischemica. Il 24 per cento di fibrillazione atriale. Il 16,1 per cento di scompenso cardiaco. Sono alcuni dei dati raccolti dal Gruppo Sorveglianza Covid-19dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in un report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-Cov-2 in Italia. L’analisi è aggiornata al 4 novembre e per realizzarla i ricercatori dell’Iss sono andati ad elaborare le cartelle cliniche di 5047 pazienti deceduti sul campione di 39.052 totali. Dall’analisi emerge come solo il 3,5 per cento dei pazienti deceduti non presentasse alcuna patologia pregressa; 662 di loro presentavano una sola patologia mentre 3.250 (il 64,4 per cento) presentavano tre o più patologie prima del ricovero. Oltre a cardiopatia, fibrillazione e scompensi cardiaci, tra le patologie più comuni i ricercatori hanno registrato ipertensione arteriosa (65,7 per cento), diabete mellito di tipo 2 (29,3 per cento), insufficienza renale cronica nel 20,8 per cento delle cartelle analizzate e cancro attivo negli ultimi cinque anni (17,2 per cento).

Sotto il profilo anagrafico il report mostra come sia di 80 anni l’età media delle vittime del Covid mentre l’età mediana dei pazienti deceduti è più alta di oltre 30 anni rispetto a quella di coloro che hanno contratto l’infezione. Un paragrafo della ricerca analizza invece i “profili” delle morti in età inferiore a quelle evidenziate dalle statistiche: i decessi sotto i 50 anni sono 434 pari all’1,1 per cento totale al 4 novembre. In particolare 95 di questi avevano meno di 40 anni, di cui 65 uomini e 30 donne. Di 17 pazienti di questo gruppo non sono disponibili le informazioni cliniche mentre nei restanti 78 casi, 64 presentavano gravi patologie preesistenti come patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità e 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.