Future Come la pandemia ha fatto la fortuna di Stripe

Come la pandemia ha fatto la fortuna di Stripe

Sono poche le aziende a essersi arricchite durante l’ultimo anno. Difficile trovare un modello di business che si sposi con il distanziamento sociale e i lockdown. Amazon è forse l’esempio più noto di gigante digitale che è diventato ancora più grande “grazie” al Covid-19, registrando nel 2020 dei numeri da record. Ma non è l’unico.

Stripe è una startup fondata nel 2010 da due fratelli irlandesi, John e Patrick Collison, rispettivamente di 30 e 32 anni, come sistema per i pagamenti online. Un settore che è esploso negli ultimi mesi, con sempre più persone costrette a casa che hanno aperto attività online. E i risultati si vedono: Stripe ha appena concluso un nuovo round di investimenti con una valutazione da 95 miliardi di dollari. Al momento non c’è startup americana che valga di più.

Oggi l’azienda sta vivendo una fase di “iper-crescita”, come ha dichiarato Stripe stessa. I nuovi fondi serviranno a potenziare i propri servizi, visto che la società processa “centinaia di miliardi all’anno”. Di particolare importanza in questo momento è curare il rapporto con i clienti più grandi. Per dire, ci sono una cinquantina di aziende che da sole fanno passare per Stripe un miliardo all’anno. L’azienda deve crescere, quindi, per essere utile sia al creato dilettante che alle realtà più consolidate.

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