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Ecco perché Netflix ha deciso di darsi ai videogiochi

Netflix e videogiochi: i tempi sono cambiati, la concorrenza si fa sentire. Così il colosso cerca di rendersi sempre più utile agli abbonati

Netflix vuol dire serie tv e film in streaming. Presto, però, potremmo andare su Netflix anche per i videogiochi. Questa è almeno la decisione dell’azienda, che spinge per conquistare l’enorme business videoludico: ma perché? Per capire dobbiamo ripercorrere gli ultimi anni di vita del gigante.

Netflix si dà ai videogiochi per battere i competitor (oltre al sonno)

La citazione la conoscerete tutti, o quasi. Nel 2017, a un convegno pubblico, il CEO di Netflix Reed Hastings disse le fatidiche parole: “Il nostro unico competitor è il sonno”. Poche parole che, all’epoca, furono scambiate per un’arrogante dichiarazione di dominio ma in realtà nascondevano una strategia precisa. Netflix non deve infatti vedersela direttamente con la CNN o Mediaset, per dire, ma qualsiasi forma di intrattenimento. E in un mondo in cui le persone hanno un numero limitato di ore da impiegare guardando show e documentari, il vero “nemico” è, appunto, il sonno.

Dal 2017 però il settore è cambiato molto. Quello che era un mercato creato e di fatto controllato da Netflix è diventato un business che ormai interessa tutti. Disney è scesa in campo con Disney+ alla fine del 2019, mentre Amazon Prime Video ha ormai 200 milioni di iscritti in tutto il mondo. E non c’è network che non abbia un servizio di streaming.

Prima e dopo la pandemia e i lockdown

Cos’è successo? La pandemia, ovviamente, che ha riscritto abitudini di consumo, spingendo la concorrenza – quella vera – di Netflix a darsi da fare. Dopo la cuccagna da Covid, però, l’azienda si ritrova a dover affrontare un mondo diverso – e senza lockdown (speriamo per sempre). Quello che si è appena concluso, infatti, è stato “il peggior trimestre degli ultimi otto anni” per la società. Ed è stato lo stesso Hastings ad ammettere che la mossa videoludica “serve ad aiutare la crescita delle iscrizioni”, diventando “più importanti nella vita delle persone”. Risultato: l’azienda cerca nuovi motori di crescita. Ed eccoci ai videogiochi.

All’inizio l’offerta si limiterà ai giochi mobile e conterrà titoli in qualche modo collegati al catalogo Netflix. Insomma, potrebbe uscire un videogame di Stranger Things, per dire, anche se l’azienda non ha ancora offerto grandi dettagli. Potrebbe però succedere il contrario, ha spiegato Greg Peters, chief product officer dell’azienda, ovvero una serie che nasce proprio da un videogioco Netflix. Vedremo.

Alla ricerca di nuovi abbonati

Insomma, l’obiettivo è chiaro, rendersi sempre più importanti, inevitabili agli occhi degli utenti-abbonati. Come farlo? Allargando il ventaglio di proposte, anche perché i tempi in cui il competitor era il sonno sono passati. Ora c’è HBO Max, Amazon – e ogni paese ha il suo.

Non sarà facile. In molti hanno ricordato in questi giorni il caso di Google, una console per videogiochi che si basa sulla cloud, e non è mai riuscita a imporsi sul mercato.

Attenzione Netflix: i videogiochi sono difficili

I videogiochi sono un mercato enorme da 170 miliardi di dollari in tutto il mondo: ma entrarci non è facile. Servono i titoli, l’ecosistema, e anche qui la concorrenza è agguerritissima. Intanto però una cosa è chiara: Netflix ha capito che il vento è cambiato, e che non è più sinonimo di streaming. Altro che “l’unico competitor è il sonno”, quindi.