Gender reveal party: l’ultima moda, cafona e… politically uncorrect

Fa discutere l’ultima moda arrivata in Italia dagli Stati Uniti: il gender reveal party, come quello organizzato da Aurora Ramazzotti 

C’era un volta il “baby shower“: ormai qualche anno fa la parola entrò nel nostro vocabolario e tutti noi prendemmo confidenza con questo fenomeno. Una festa American-style, che si organizza a poche settimane, al massimo pochi mesi, dalla nascita di un bebè. Un’occasione per festeggiare con gli amici, ma soprattutto con le amiche della mamma, la new entry in famiglia, riempiendo una stanza di palloncini colorati, rosa o azzurri, e di gigantesche torte di pannolini.

Che cos’è il gender reveal party

Chi storce ancora il naso di fronte a questa moda arrivata da Oltreoceano (ormai vecchia) , si prepari perché in Italia da pochi mei è sbarcata una nuova tendenza, “esplosa” in questi giorni grazie alle storie e ai post Instagram di Aurora Ramazzotti. Si chiama gender reveal party ed è la “festa di rivelazione di genere”, ovvero una reunion di familiari e amici organizzata durante la gravidanza per rivelare il sesso del bambino.

Nei casi più “estremi” i genitori stessi non sono a conoscenza di questa informazione e la scoprono in diretta insieme agli invitati. Forse così è stato anche per la stessa Aurora Ramazzotti e per il suo fidanzato Goffredo Cerza, che sui social sono apparsi visibilmente stupiti ed emozionati. Sull’account social della conduttrice ed influencer la coppi ha mostrato anche le immagini dell’allestimento della festa, con decorazioni sia in rosa che in azzurro, per non svelare la sorpresa sul sesso del nascituro fino al momento clou del ricevimento.

 

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Come è nato il gender reveal party

Come accade spesso quando si parla di tendenze ultimamente, la moda del gender reveal party è dall’idea di un’influencer, Jenna Karvunidis, che ormai nel lontano 2008 aveva raccontato così di aver scoperto il sesso del bambino che aveva in grembo.

Dopo di lei, negli anni in mole l’anno copiata, vip e non solo. Quando si organizza questa festa esattamente? Di solito dopo il primo trimestre di gravidanza, oppure dopo l’ecografia morfologica,  quando ormai c’è la certezza se il nascituro sarà maschio o femmina. Se il baby shower party coinvolge di solito solo le per le donne, il gender reveal è invece aperto a tutti. 

Le polemiche

Ma perché il gender reveal party fa discutere? Innanzitutto sui social c’è chi lo considera una cafonata, ritenendo che certi momenti, come la scoperta del sesso del proprio figlio, andrebbero vissuti in maniera privata ed intimistica.  Ma le critiche vanno oltre la questione di stile personale per sconfinare nel campo del politically correct.

Alla base di molte considerazioni c’è infatti la distinzione tra sesso e genere, secondo la quale il termine “gender reveal” sarebbe improprio. Infatti, secondo i sostenitori di questa linea di pensiero, il genere è un costrutto sociale, non determinato in modo definitivo dalle caratteristiche biologiche, ed è ben diverso dal sesso, che invece può essere determinato dal punto di vista medico, osservando i genitali di un feto.

Inoltre, le feste di rivelazione del sesso si basano quasi sempre sul binomio maschio-femmina, tradotto nel binomio rosa-azzurro oppure in quello pistole-brillantini, rafforzando così gli stereotipi sull’identità di  genere e precludendo l’identificazione transgender.

Nel 2019 la pioniere dei gender reveal party Jenna Karvunidis ha chiesto una rivalutazione della moda da lei stessa lanciata, a causa delle conseguenze che potrebbe avere sulle persone transgender e non binarie, parlando anche della non conformità di genere della propria figlia.