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Verona, per il batterio killer che ha ucciso 4 neonati sono 7 gli indagati

Verona, batterio Killer. Aperta l'inchiesta che ha scritto nel registro degli indagati 7 tra medici ed ex vertici dell'ospedale

Verona, il batterio killer: il Citrobacter ha determinato il focolaio causato dall’acqua contaminata per preparare il latte in polvere. 4 neonati uccisi e molti altri in gravissime condizioni. 7 sono gli indagati tra ex vertici e medici della struttura. 

Verona, batterio killer: uccisi 4 neonati

Verona, 1uattro bambini morti a causa del batterio Killer: sono i piccoli Nina, Alice, Tommaso. Morti dopo pochi mesi di vita e atroci sofferenze. Il focolaio è stato causato dall’acqua contaminata per preparare il latte in polvere all’interno dell’ospedale.

Benedetta è sopravvissuta ma non potrà mai camminare, molti altri neonati sono stati contagiati al cervello e sono in gravissime condizioni colpiti tutti dallo stesso micidiale batterio chiamato Citrobacter. I bambini sono morti e si sono ammalati mentre erano ricoverati nelle terapie intensive del più grande punto nascite del Veneto, quello veronese di Borgo Trento, l’ Ospedale della Donna e del Bambino.

Verona, aperta l’inchiesta sull’infezione: 7 gli indagati

La Procura di Verona ha iscritto sette persone nel registro degli indagati, con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime in ambito sanitario, nell’inchiesta sull’infezione da Citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino, dove 4 neonati sono morti e molti altri hanno riportato conseguenze fisiche per l’infezione.

Alcuni medici e vertici dell’ospedale erano stati sospesi il 5 settembre 2020, con un provvedimento dell’ex direttore Cobello, e poi rientrati al lavoro. Al centro delle accuse le circostanze emerse nella relazione degli ispettori della Regione Veneto, secondo cui il focolaio epidemico era attivo fin dal 2018, in particolare legato all’utilizzo di acqua da un rubinetto contaminato per la preparazione del latte in polvere. Solo il 12 giugno 2020, quando i contagi aumentarono e partirono le proteste delle mamme delle piccole vittime, il punto nascite fu chiuso e sanificato.

I sette indagati iscritti nel registro da parte del pm sono ex vertici e medici della struttura ospedaliera: l’ex direttore generale Francesco Cobello, attuale direttore della Fondazione Scuola Sanità Pubblica; Chiara Bovo, ex direttore sanitario e ora alla direzione della funzione ospedaliera a Schiavonia (Padova); il direttore medico della struttura Giovanna Ghirlanda; il primario di Pediatria Paolo Biban; Evelina Tacconelli, direttore di Malattie Infettive; Giuliana Lo Cascio, ex primario facente funzioni di Microbiologia e Virologia, ora a Piacenza; Stefano Tardivo, risk manager della struttura.