Verona, cane morto in macchina: denunciata la padrona che era in piscina

Verona, cane morto in macchina: ecco cosa è successo e come è andata la dinamica che ha portato la morte alla povera bestiola.

Verona, cane morto in macchina: incredibile storia accaduta in un parcheggio di una piscina. Un Rhodesian Ridgeback è rimasto chiuso nella vettura sotto al sole cocente e così per lui non c’è stata via di scampo da terribile caldo.

Verona, cane morto in macchina

Incredibile a Verona, un cane Rhodesian Ridgeback è rimasto in macchina sotto al sole cocente con i finestrini chiusi e per lui non c’è stato scampo. È successo in un parcheggio fuori dalle piscine cittadine Santini: la temperatura all’interno dell’abitacolo aveva raggiunto i 50 gradi.

Sono anche intervenuti gli agenti della polizia locale per provare a salvare il can, sfondando i finestrini e recuperando così l’animale che purtroppo era già senza vita. In città i termometri segnalavano 36°, che diventano anche 50° in un’auto al sole senza ombra, senza alberi, senza finestrini aperti. Dopo aver soccorso il cane, chiamando anche un veterinario, gli agenti poi sono andati alle piscine e hanno diramato l’allarme.

Denunciata la padrona che era in piscina

Gli agenti hanno fatto diramare con l’altoparlante interno alla Santini il numero di targa dell’auto con l’avviso ai proprietari di recarsi all’ingresso. Quando la proprietaria del cane si è resa conto di ciò che fosse accaduta, è scoppiata in lacrime.

La donna è stata denunciata per maltrattamenti secondo gli articoli 554 bis e 554 ter, che prevedono una pena fino a due anni di carcere per chi causa la morte di un animale.

«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.

La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale».

 

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