Home Facts Venere di Botticelli diventa l’influencer del turismo: polemica contro il governo e l’attacco di Sgarbi

Venere di Botticelli diventa l’influencer del turismo: polemica contro il governo e l’attacco di Sgarbi

Venere di Botticelli

Venere di Botticelli è diventata un simbolo di una campagna voluta dal Ministero del Turismo. Tuttavia, la scelta di travestire l’opera d’arta da influencer non è piaciuta a molti ed è scattata la polemica.

Venere di Botticelli diventa l’influencer del turismo

La ministra del turismo Daniela Santanchè ha presentato la campagna Italia. Open To Meraviglia, campagna internazionale di promozione del turismo italiano che vede la Venere di Botticelli indossare i panni di una “influencer” che gira per l’Italia. “Tra i simboli del Rinascimento, la Venere ritorna oggi come allegoria di rinascita e rinnovamento, in questo caso del settore del turismo italiano, che dopo esser stato afflitto e aver sofferto duramente degli effetti delle chiusure in pandemia, ora ritrova nuovo impulso e vitalità. E guarda lontano. Il boom del turismo pasquale che ha visto”: così il Ministero del Turismo spiega in una nota.

“La campagna”, ha commentato il ministro del Turismo Daniela Santanchè, “erve per vendere la nostra Nazione e le nostre eccellenze, in un modo inedito, mai fatto in Italia prima d’ora: un video che sarà su tutte le ferrovie, le televisioni e gli aeroporti, con la consapevolezza che la pubblicità è l’anima del commercio – e noi dobbiamo saper vendere l’Italia. La Venere del Botticelli, allora, simbolo della rinascita e della primavera che fiorisce dopo il rigido inverno pandemico, è la testimonial d’eccezione che ci prende per mano e ci accompagnerà lungo questo percorso”.

Polemica contro il governo e l’attacco di Sgarbi

Un utilizzo della Venere di Botticelli che però ha fatto discutere, generando diverse polemiche. Una delle critiche più dure è arrivata dal sottosegretario alla Cultura e critico d’arte Vittorio Sgarbi. “Nel momento in cui parliamo tre ministri presentano la Venere di Botticelli vestita da ciclista, con la scritta Open to meraviglia: un paradosso. Ma la pubblicità all’Italia la fanno le opere d’arte, senza bisogno di travestirle“, ha detto.

“Giacché la Venere è nuda sarebbe stato meglio vederla così, senza bisogno di travestirla in quel modo: è una roba da Ferragni”, ha proseguito il critico, aggiungendo: “Anche così funziona lo stesso,  lo ha deciso un grafico e io non voglio contraddire troppo i miei colleghi. Ma sul piano della lingua, la contraddizionè è invece loro: Open to meraviglia? Che roba è? Che lingua è? “. “Sul piano dell’immagine – ha continuato il sottosegretario alla Cultura – sarebbe stato meglio farla vedere nuda che vestita da ciclista. Ma è una soluzione scelta da un creativo e io non credo che vadano difesi i diritti di un’immagine senza poterli alterare se sono stati comprati. Penso solo che a volte ciò che di meglio si può fare è non fare niente”.

 

 

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