Uber Files, l’inchiesta svela la pressione dell’azienda sui Governi per diventare leader nel settore

Uber Files è il nome dell'inchiesta giornalistica che sta sconvolgendo tutto il mondo e il settore dei trasporti in particolare.

Uber Files, l’inchiesta giornalistica sta facendo il giro del mondo e del web perché al centro c’è una famosa azienda di trasporti che in passato ha effettuato pressioni sui governi per crescere e diventare leader nel settore.

Uber Files, l’inchiesta

Uber Files è il nome dell’inchiesta giornalistica che ha alzato un polverone nell’azienda famosa nel settore dei trasporti. Sono stati a lavoro 180 cronisti di 44 testate internazionali, tra cui L’Espresso in esclusiva per l’Italia.

Sono stati analizzati, spiega il periodico italiano, “oltre 124 mila documenti interni della multinazionale, ottenuti dal quotidiano inglese The Guardian e condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij)”. Il materiale al centro della fuga di notizie, spiega l’Espresso, “va dal 2013 al 2017 e comprende circa 83 mila email dei manager di Uber: quattro anni di messaggi e comunicazioni riservate che rivelano, in particolare, le pressioni su politici e amministratori pubblici di decine di nazioni, per evitare procedimenti giudiziari e piegare le norme statali agli interessi della multinazionale”.

“Non abbiamo e non creeremo scuse per comportamenti passati che chiaramente non sono in linea con i nostri valori attuali. Chiediamo invece al pubblico di giudicarci in base a ciò che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni e cosa faremo negli anni a venire”, afferma Uber in una dichiarazione riportata dal Guardian.

La pressione dell’azienda sui Governi per diventare leader nel settore

Al centro dell’inchiesta la pressione dell’azienda sui Governi europei per diventare leader nel settore di trasporti.

Anche l’Italia viene messa in messo: “Italy – Operation Renzi” – rivela L’Espresso – è il nome in codice di una campagna di pressione che aveva l’obiettivo, fra il 2014 e il 2016, di agganciare e condizionare l’allora presidente del Consiglio e alcuni ministri e parlamentari del Pd. Nelle mail dei manager americani, Matteo Renzi viene definito “un entusiastico sostenitore di Uber”. La Bbc invece riporta che “Uber non era solo una delle aziende in più rapida crescita al mondo: era una delle più controverse, perseguitata da casi giudiziari, accuse di molestie sessuali e scandali di violazione dei dati”.

  LEGGI ANCHE: Piano Austerity del Governo, cosa prevede: dal coprifuoco nei negozi a tagli di luce e gas