Torino, polemica albero di Natale sul costo alto: 91mila euro

Torino, polemica albero di Natale per i costi alti stanziati e decisi dal Comune. Polemiche sia dall'opposizione sia sui social

Torino, polemica albero di natale: 91mila euro spesi in periodo di forte crisi economica e non solo. Con le altre spese previste per il Capodanno, il conto per i cittadini del capoluogo tocca quota 150mila euro.

Torino, polemica albero di Natale sul costo alto

A Torino, è polemica  per Zerbino, l’albero di Natale costato ai torinesi 75mila euro più Iva. Totale: 91.500 euro. L’abete, fatto con pannelli di prato artificiale ignifugo, viene acceso l’8 dicembre.

L’albero di Natale è sorto in piazza Vittorio a Torino ma non è stato per niente accolto benevolmente sia per l’aspetto estetico sia per il costo considerato davvero troppo esagerato.

L’ex assessore Antonino Iaria, però, scrive che il percorso è iniziato proprio con la gestione dei 5 Stelle e con una collaborazione con la Fondazione per la Cultura: La scelta di questo albero di Natale è partita con la nostra giunta. Lo so che sarebbe più facile fare polemiche inutili, ma la realtà è che alla manifestazione di interesse ci sono state poche proposte , e questa è stata la migliore. E poi un ps: la nuova giunta non ha ancora proposto nulla di nuovo rispetto alla nostra, anche perché noi 5 Stelle abbiamo lavorato bene. Aspetto le grandi ‘visioni nuove’ per fare critiche costruttive”.

Polemica dalla Lega per il costo alto

La Lega ha subito provveduto a sollevare il caso, ponendo un’interrogazione indirizzata al Comune, mentre il mondo del web ha scatenato una bufera di nomignoli, da cono gelato a broccolocampo da tennis sintetico in verticale.

Il leghista Fabrizio Ricca  vuole sapere “come sia nata questa imbarazzante scelta decorativa”.  “Un albero di Natale così brutto non si era mai visto. Non che quello dell’anno scorso fosse migliore – dice – ma qui stiamo raggiungendo vette notevoli di grottesco”.

Una polemica che non sembra destinata ad esaurirsi per quello che è già stato ribattezzato il nuovo Spelacchio, in memoria del suo predecessore romano.