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Terza dose vaccino Pfizer: sarà necessario farla?

Pfizer e BioNTech chiederanno agli organi competenti la somministrazione di una terza dose del vaccino, efficace per contrastare le varianti

Pfizer e BioNTech nelle prossime settimane chiederanno agli organi competenti, Fda negli Usa e Ema in Europa, l’autorizzazione per la somministrazione della terza dose del vaccino Pfizer. All’indomani del lieve aumento dell’indice Rt dei contagi, arriva la proposta delle case farmaceutiche.

Terza dose: i primi dati del vaccino Pfizer

La proposta della terza dose del vaccino Pfizer arriva dopo i primi dati positivi contro il Covid e la variante Delta. Secondo la prima sperimentazione clinica, rispetto alle prime due dosi, una terza somministrazione del vaccino aumenta il livello degli anticorpi da 5 a 10 volte, anche contro le varianti Delta e Beta. Le case farmaceutiche pubblicheranno presto altri dati definitivi per dare forza e seguito alla loro proposta.

Quando dovrebbe essere somministrata la terza dose del vaccino Pfizer

Secondo le case farmaceutiche e dopo le prime sperimentazioni, la terza dose del vaccino Pfizer potrebbe essere somministrata tra i 6 e i 12 mesi dopo la seconda. Rispetto agli ultimi aumenti di contagi, si segnala un maggior rischio di infezioni a sei mesi dalla seconda dose, perché gli anticorpi diminuiscono.

“Pfizer-Biontech ritiene che una terza dose potrebbe essere di beneficio entro i 6-12 mesi successivi alla seconda dose per mantenere livelli più alti di protezione”, è quanto si legge nella nota.

Covid, sale l’indice Rt in Italia

In vista di una possibile terza dose, sale lievemente il valore dell’indice Rt nazionale, a 0,66 rispetto allo 0,63 della settimana scorsa. L’incidenza dei casi di Covid in Italia arriva ad 11 ogni 100mila abitanti, rispetto ai 9 casi di 7 giorni fa. Sono i dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull’andamento dei contagi da coronavirus in Italia, all’esame della cabina di regia.