Siccità, razionamento acqua in 125 Comuni: ecco quali. Cosa cambia?

Siccità del Po: la situazione è drammatica tanto che molti Comuni del Nord Italia hanno chiesto lo stato d'emergenza e di calamità naturale.

Siccità del Po: tanti Comuni del Nord hanno chiesto lo stato d’emergenza e di calamità perché la situazione è preoccupante. In alcuni territori non piove da più di 100 giorni.

Siccità, razionamento acqua in 125 Comuni: ecco quali

Nel Po è scattato l’allarme siccità: alcune Regioni del Nord hanno annunciato la richiesta dello stato d’emergenza. Ci sono circa 125 Comuni della zona del Po che rischiano nelle prossime settimane, il razionamento dell’acqua.

La richiesta arriva da Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende che distribuiscono l’acqua potabile, per evitare l’aggravarsi della penuria e le ripercussioni sugli allevamenti e l’agricoltura.

Si tratta di un centinaio di comuni piemontesi e almeno 25 della provincia di Bergamo, dove i comuni saranno invitati a firmare ordinanze per un utilizzo essenziale dell’acqua.

Cosa cambia?

“In alcuni territori italiani non piove da 110 giorni, e la situazione di siccità è in peggioramento” ha dichiarato all’ANSA Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del fiume Po.

In decine di Comuni di Piemonte e Lombardia “sono già in azione le autobotti per l’approvvigionamento di acqua perché i serbatoi locali afferiscono a sorgenti che non ci sono più”. 

Angelo Robotto, direttore generale Arpa, sul tema della crisi idrica, a margine della presentazione dei dati 2021 sullo stato dell’ambiente in Piemonte, ha dichiarato: “Ci approssimiamo ad una stagione di plausibile crisi idrica, però stiamo mettendo in atto tutte le azioni possibili.

Intanto diamo indicazioni a tutti i cittadini: non sprechiamo acqua – ha detto Robotto ai microfoni dell’Ansa – Poi ci sono le linee guida della Regione Piemonte, già emanate a dicembre. Come Arpa abbiamo intensificato l’emissione di bollettini, abbiamo fornito i dati in tempo reale. I sindaci, seguendo le linee guida e partecipando ai lavori dell’osservatorio del bacino padano, hanno puntualmente tutte le indicazioni per poter sopportare un periodo che potrebbe risultare complesso”.

 

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