Settimana lavorativa di 4 giorni: l’esperimento già in 60 aziende

Settimana lavorativa di 4 giorni, come stanno reagendo i paesi a questa nuova proposta? Cosa si sta facendo in Italia?

L’arrivo del Covid e la diffusione dello smart working stanno cambiando profondamente le dinamiche del mercato del lavoro. Sempre più dipendenti, infatti, chiedono maggiore tempo libero e di valutare la settimana lavorativa di 4 giorni. Alcune aziende quindi, per innovarsi, hanno sperimentato questa soluzione valutando pro e contro. 

Settimana lavorativa di 4 giorni, l’esperimento già in 60 aziende

Nell’ottica di un maggiore benessere e di una maggiore felicità dei lavoratori, alcune aziende italiane hanno provato a sperimentare la “settimana corta” ossia la settimana lavorativa di quattro giorni di cui tanto si parla da tempo.

Ma come si stanno muovendo le aziende a riguardo? La Gran Bretagna ha già aperto alla settimana lavorativa da quattro giorni, tanto che da giugno sessanta aziende la stanno già sperimentando. Il progetto pilota punta a ridurre l’orario di lavoro senza tagliare gli stipendi o sacrificare i ricavi. In Spagna, Belgio, Islanda, Stati Uniti e Canada altre aziende stanno sperimentando la stessa cosa, mentre Australia e Nuova Zelanda si uniranno molto presto ad agosto.

Il dibattito in Italia sulla settimana da 4 giorni

Per quanto invece riguarda l’Italia, in dibattito in merito ad una “settimana corta” è ancora piuttosto acerbo. Se da un lato, infatti, già parlare di smart working pare difficile, lo è ancora di più aprire un dibattito sulla settimana lavorativa di 4 giorni. Il ministro del lavoro Andrea Orlando ha aperto all’orario ridotto, rimarcando che è possibile “iniziare a ragionare su questo argomento” aggiungendo però che “il quadro politico non consente un approccio organico sul tema”.