Serial killer a Roma, tre escort uccise a Prati: “Ha telefonato una delle vittime”

Tre escort uccise nel quartiere Prati, possibile serial killer a piede libero a Roma. Gli inquirenti indagano sui clienti abituali.

Serial killer a Roma, tre escort uccise in poche ore nel quartiere Prati. Sempre più plausibile l’ipotesi di un omicida seriale nella Capitale. L’assassino conosceva le vittime e avrebbe telefonato almeno una di loro.

Roma, tre escort uccise a Prati: ipotesi serial killer

Roma trema per tre brutali omicidi in poche ore nel quartiere Prati, in due palazzi a 850 metri di distanza tra loro. Tre prostitute, due donne di nazionalità cinese sulla quarantina e una 66enne colombiana, sono state uccise a coltellate il 17 novembre.

Gli inquirenti non escludono la preoccupante ipotesi del serial killer. Secondo gli investigatori, l’assassino conosceva le vittime ed era probabilmente un cliente abituale. Le due donne cinesi sono state trovate morte sgozzate nel loro palazzo in via Augusto Riboty 28, una sul pianerottolo, l’altra all’interno del suo appartamento. La segnalazione alle forze dell’ordine arriva alle ore 11“Correte c’è una persona in una pozza di sangue sul pianerottolo”. Alle 12.48, invece, arriva un’altra telefonata.

Una donna segnala la morte di sua sorella, Marta Castano Torres, in arte Yessenia, uccisa con a colpi di coltello in casa sua, nel sottoscala di uno stabile in via Durazzo 38.

Le indagini della polizia e le testimonianze: si analizzano le telefonate

La polizia sta seguendo la pista dei clienti abituali e sta incrociando le telefonate in entrata ai numeri delle vittime. Gli agenti sono sicuri che l’assassino abbia telefonato almeno una di loro.

Nel frattempo si raccolgono indizi e testimonianze sui luoghi dei delitti. L’appartamento in via Riboty presenta molte tracce ed impronte che potrebbero aiutare ad identificare l’omicida. Secondo un testimone, abitante nello stesso stabile, l’omicidio è avvenuto quasi certamente tra le 10.30 e le 11.

Lo spiega ad Adnkronos” Lo so per certo perché mi hanno portato la cucina e ho salito le scale a piedi fino al nono piano, dove si trova l’appartamento in cui mi sto trasferendo.

Non ho preso l’ascensore perché era occupato, sono quindi anche passato davanti all’abitazione delle due vittime ed era tutto tranquillo alle 10.30. Alle 11, mentre ero in casa, mi ha chiamato il portiere per dirmi che c’era stato un omicidio e non potevo uscire perché una delle vittime era sul pianerottolo. Ci sono rimasto 3 ore e mezza, quando poi la polizia mi ha fatto andare in questura a testimoniare”.

C’è meno chiarezza sull’omicidio in via Durazzo.

La morte di Yessenia dovrebbe essere avvenuta tra le 8 e le 12.49, possibilmente anche prima degli omicidi in via Riboty. Secondo la testimonianza della sorella di Marta, riportata da La Repubblica, la donna era ancora viva alle 8.30: “L’ho incontrata, aspettava un cliente”. I vicini erano a quanto pare inconsapevoli dell’attività della 66enne: “Marta era tranquillissima, la incontravo quando andava a fare la spesa. Ma c’erano tanti piccoli segnali, c’era un giro di affitti strani, cartelli di massaggi vicino al lampione.

Avevano danneggiato anche il citofono”. Dalle prime analisi sul corpo di Marta Castano, pare sia stata attaccata di sorpresa, forse dopo un rapporto sessuale. Il cadavere presenta diverse ferite alla gola e al torace, causate da un’arma da taglio.