Sergey Protosenya, chi era il magnate russo morto in Spagna con moglie e figlia

Chi era Sergey Protosenya, magnate russo trovato morto in Spagna con la moglie e la figlia. È il secondo oligarca morto in pochi giorni.

Chi era Sergey Protosenya, magnate russo ed ex vicepresidente di Novatek, trovato morto impiccato nella sua villa in Spagna. Secondo gli inquirenti, l’oligarca avrebbe ucciso sua moglie e sua figlia prima di suicidarsi.

Chi era Sergey Protosenya, oligarca russo morto in Spagna con moglie e figlia

Il miliardario russo Sergey Protosenya è stato trovato morto nella sua villa di Lloret de Mar, a Girona, insieme alla moglie Natalya, 53 anni, e alla figlia Maria, appena 18enne.

Il ricco oligarca si trovava in Spagna per passarvi la Settimana Santa con la famiglia. I corpi sono stati ritrovati dal figlio maggiore della coppia, che era rimasto nella residenza abituale della famiglia in Francia. Secondo una delle prime ipotesi degli investigatori catalani, si tratterebbe di un apparente omicidio-suicidio, il secondo in due giorni dopo il caso del manager russo Vladislav Avayev.

Protosenya è stato trovato impiccato nel cortile della sua villa, con accanto un coltello e un’ascia insanguinati.

Il magnate avrebbe usato proprio quelle armi per uccidere la moglie e la figlia nel sonno, prima di togliersi la vita. Nella villa sono state trovate diverse mazzette da 10mila dollari l’una sei automobili di lusso.

Per la testata spagnola El Punt Avui l’ipotesi omicidio-suicidio presenta tuttavia alcuni problemi evidenti. Nonostante il violento assalto a Natalya e Maria, il corpo del magnate non presenta macchie di sangue. Alcune tracce sono state invece trovate su un paio di calzini, usato secondo gli inquirenti come guanti durante gli omicidi.

Vita e carriera del magnate: è il secondo oligarca morto in due giorni

Sergey Protosenya, 55 anni, era laureato in Economia ed Ingegneria alla Kuibyshev School di Mosca. In carriera era stato il chief financial officer della compagnia petrolifera russa Tarkosaleneftegaz, per poi passare alla Novatek, colosso russo del gas naturale, come capo contabile. Nel corso degli anni, Protosenya ha scalato i ranghi, fino a diventare vicepresidente della compagnia. Secondo stime risalenti al 2011, il magnate possedeva un patrimonio pari a 440 milioni di euro.

La morte di Protosenya è la seconda morte misteriosa di un oligarca russo in soli due giorni. Il 19 aprile, il manager russo 51enne Vladislav Avayev, ex consigliere del Cremlino ed ex presidente di Gazprombank è stato trovato morto nel suo appartamento a Mosca, con in mano una pistola. Anche in questo caso la scena sembrava indicare un omicidio-suicidio: accanto a lui i cadaveri della moglie Yelena, 47 anni e incinta, e della figlia 13enne Maria.

Le inquietanti parole di Putin il 16 marzo: “La società russa sputerà fuori i traditori come moscerini”

Le circostanze sospette che caratterizzano entrambi i casi non possono non far pensare alle parole di Vladimir Putin che, il 16 marzo, criticava i cosiddetti oligarchi traditoriNon sto affatto giudicando quelli che hanno una villa a Miami o in Costa Azzurra. Che non possono fare a meno del foie gras, delle ostriche o delle cosiddette libertà di genere.

Questo non è assolutamente il problema, ma, ripeto, il problema è che molte di queste persone sono mentalmente lì e non qui. Non con il nostro popolo, non con la Russia. Questo è, secondo loro, un segno di appartenenza a una casta superiore, a una razza superiore. Queste persone sono pronte a vendere le loro madri per avere il permesso di sedersi nell’anticamera di questa casta molto alta.

Putin ha chiuso il suo messaggio con una minaccia neanche troppo velata: “Qualsiasi nazione, e soprattutto il popolo russo, sarà sempre in grado di distinguere i veri patrioti dalle canaglie e dai traditori.

E li sputerà semplicemente fuori, come un moscerino che gli è volato accidentalmente in bocca“.