Sciopero benzinai: quando, dove e motivazioni della protesta

Sciopero benzinai su tutto il territorio nazionale. Voluto da alcune sigle sindacali, provocherà grossi disagi nei prossimi giorni.

Sciopero benzinai: ecco dove e quando ci sarà la protesta. Le sigle sindacali hanno voluto questo sciopero che sarà nazionale ed anche abbastanza lungo. Si tratterrà di un vero e proprio disagio per gli automobilisti in viaggio nei prossimi giorni.

Sciopero benzinai: quando e dove

Lo sciopero dei benzinai è stato indetto dalle sigle sindacali Faib, Fegica ed Anisa. Si tratta di un lungo sciopero nazionale che coinvolge le aree di servizio autostradali, dove non sarà possibile fare rifornimento di carburante per ben 72 ore consecutive, dalle 22 di martedì 13 dicembre alla stessa ora di venerdì 16.

Secondo i dati di  Staffetta Quotidiana, la benzina ha un costo medio di circa 1,729 euro/litro, mentre il gasolio è venduto mediamente a 1,804 euro/litro in modalità self. Al servito arriviamo invece a 1,872 euro/litro per la benzina, 1,946 euro/litro per il diesel, e a 0,774 euro/litro per il Gpl.

Le motivazioni della protesta

La protesta è stata organizzata dopo la  diffusione della bozza di un decreto interministeriale che, spiegano i sindacati “non prevede alcuna razionalizzazione della rete per una maggiore efficienza e ripropone un sistema di imposizione di royalty ad esclusivo vantaggio della rendita di posizione dei concessionari”. Aggiungono le associazioni che il testo “non contiene una riforma regolatoria che possa consentire recupero di economicità finalizzato ad abbattere la differenza abnorme di prezzi tra viabilità ordinaria e autostradale, viola le norme di settore poste a tutela della continuità delle gestioni e dei livelli occupazionali”. Inoltre, viene evidenziato lo “stato di assoluto degrado a cui sono state sottoposte le aree di servizio autostradali, sia in termini di prezzi dei carburanti e della ristorazione, del tutto abnormi e fuori mercato, sia in termini di standard qualitativi”.

 

LEGGI ANCHE: Ecco chi specula sul costo degli assorbenti nonostante l’IVA al 5%