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Patentino antifascista: cos’è, come funziona e a chi si richiede?

Il Comune di Milano ha esteso l'uso del patentino antifascista, un'autodichiarazione necessaria per organizzare eventi e concorrere ai bandi.

A Milano chi vorrà svolgere iniziative e attività negli spazi pubblici dovrà dotarsi di patentino antifascista. Lo ha deciso, con una delibera, la giunta guidata dal sindaco Beppe Sala che ha esteso la norma già in vigore dal 2018 che mira ad aderire ai valori costituzionali nel rifiuto di ideali neofascisti e di estrema destra. Ecco cos’è il patentino antifascista, come funziona e a chi bisogna richiederlo.

Patentino antifascista: cos’è

Milano è antifascista e non c’è spazio per i nostalgici. Il Comune decide di ribadirlo, soprattutto alla luce di episodi di intolleranza, odio raziale e xenofobo che si sono verificati negli ultimi tempi. Lo fa riproponendo e ampliando con una delibera di giunta il “patentino antifascista” che dal 2018 è richiesto a enti, associazioni e e singoli per svolgere iniziative e qualsiasi tipo di attività negli spazi pubblici.

Il patentino antifascista consiste in un’autocertificazione di antifascismo e adesione ai valori costituzionali e vale come rifiuto di qualsiasi teoria neofascista o di estrema destra.
Il patentino servirà, oltre che per gli appuntamenti ,anche per i “soggetti che presentano istanza di partecipazione alle procedure di selezione – bandi, avvisi, e procedure assimilabili – relative agli immobili ad uso non commerciale destinati, anche se in via temporanea e saltuaria, a manifestazioni ed eventi“. A questa lista si aggiunge anche chi partecipa a procedure di selezione relative a immobili “il cui contratto preveda l’applicazione delle agevolazioni“.

Patentino antifascista: come funziona e a chi si richiede

Già da maggio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di dichiarazione “antifascista” per i soggetti che chiedevano al Comune la concessione di suolo pubblico, sale e spazi per lo svolgimento di manifestazioni o iniziative, patrocinio, contributi diretti o indiretti.

Ora l’obbligo diventa ancora più stringente a Milano, in cui si richiede di sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo e fedeltà ai valori della Costituzione per partecipare alla vita pubblica della città, dall’organizzare eventi fino al poter concorrere per bandi.

Importante delibera antifascista della Giunta Sala – ha commentato con entusiasmo Roberto Cenati, presidente dell’associazione milanese dei partigiani -. Riteniamo di grande importanza la decisione assunta dall’amministrazione comunale di Milano di estendere la richiesta di autocertificazione di antifascismo e di rispetto dei valori costituzionali, alle associazioni che chiedono una sede in un immobile comunale. La richiesta  costituisce una significativa estensione della delibera di giunta del 2018 con la quale si stabiliva l’obbligo alle associazioni di rispettare i valori antifascisti e costituzionali, nel caso di svolgimento di iniziative in spazi comunali“.

È un segnale molto forte dell’amministrazione comunale – ha concluso Cenati -, con la quale si ribadisce, in una fase delicatissima in cui si ripresentano movimenti neofascisti e riemergono preoccupanti episodi di oltraggio ai valori resistenziali, di intolleranza, di xenofobia, di antisemitismo, la natura di Milano, città solidale, accogliente e Medaglia d’Oro della Resistenza