Opuscolo anti-stupro nelle scuole del Friuli: a cosa serve. Scatta la polemica

Opuscolo anti-stupro è stato distribuito nella scuole superiori di una città del Friuli con tante polemiche e proteste.

Opuscolo anti-stupro distribuito nelle scuole superiori del Friuli. L’iniziativa è stata del Comune di una cittadina con l’appoggio della Regione con l’obiettivo di dare delle regole e suggerimenti alle studentesse per evitare di essere importunate. L’iniziativa fa discutere ed infatti molti studenti hanno contestato e protestato.

Opuscolo anti-stupro nelle scuole del Friuli: a cosa serve

Il Comune di Cividale del Friuli e la Regione Friuli Venezia hanno realizzato e poi distribuito un opuscolo anti-stupro rivolto alle donne con delle indicazioni e suggerimenti. Una sorta di catalogo per evitare di essere importunate. Il tutto è avvenuto in una cittadina di poco più di 10mila abitanti nelle scuole superiori.

Evitate “abbigliamento stravagante o succinto” che può richiamare “l’attenzione di persone particolarmente violente che hanno travisato le intenzioni della vittima”. “Non fate sorrisi ironici o provocatori a sconosciuti”. “Ricordate che l’aggressore osserva e seleziona le vittime anche sulla base di alcuni particolari come gioielli e l’abbigliamento eccessivamente elegante o vistoso”.

Scatta la polemica

La reazione non è stata accogliente e proprio gli studenti e le studentesse hanno protestato contro la distribuzione di questo opuscolo. Come riporta Il Gazzettino, gli studenti si sono riuniti in assemblea per condannare il testo e il messaggio che veicola. “Protestiamo perché riteniamo inaccettabili le frasi contenute in questo opuscolo, – ha spiegato Beatrice Bertossi, coordinatrice del Movimento studentesco per il futuro – ma contestiamo anche l’opportunità stessa di un volantino rivolto alle potenziali vittime, quando è noto che la prevenzione delle violenze di genere deve partire innanzitutto dagli aggressori”. 

Inoltre, il Movimento ha condiviso una nota in cui sottolinea che “la prevenzione non può ridursi a capovolgere il ruolo tra vittime e carnefici. Si deve investire il denaro pubblico nell’educazione attraverso corsi di educazione all’affettività e prendere posizione in modo netto e forte contro la cultura maschilista e patriarcale, ancora così presente in tanti ambienti della nostra società». E ci hanno tenuto a sottolineare che «non si può suggerire di limitare la libertà di abbigliamento e di espressione della propria personalità”.

Non poteva mancare la replica della politica locale. “Se i giovani contestano l’opuscolo, che si facciano tutti un grande esame di coscienza”, così la sindaca di Cividale Daniela Bernardi. Poi, ecco l’opposizione che fa opposizione: “Siamo senza parole – ha dichiarato il consigliere Alberto Diacoli a nome di Prospettiva Civica – davanti a un opuscolo in cui si colpevolizzano comportamenti che invece dovrebbero appartenere alla normale vita e alla libertà di ogni individuo”.