Mikhail Khodorkovsky, chi è l’oppositore di Putin in esilio dopo 10 anni in Siberia

Mikhail Khodorkovsky, chi è: uno dei primi oppositori di Putin in Russia. Per questo ha subito un processo ed oggi si trova in esilio.

Mikhail Khodorkovsky, chi è: quando Putin è salito al potere politico in Russia agli inizia degli anni 90′, sono tanti gli alleati che sono stati dalla sua parte ma anche qualche nemico in particolare tra i famosi oligarchi russi. Chi di loro, negli anni ’90, ha promesso di non interferire con la sua politica, ne ha colto i frutti e si è arricchito con l’ascesa al potere dell’ex KGB. Chi invece ha provato a fare di testa sua, come Mikhail Khodorkovsky e Vladimir Gusinskij,  ne ha subito le conseguenze.

Mikhail Khodorkovsky, chi è

Michail Borisovič Chodorkovskij, noto come Mikhail Khodorkovsky, è nato Mosca il 26 giugno 1963. Faceva parte degli oligarchi russi che, quando Putin è salito al potere, non ha accettato le sue richieste. Nel 2003 era ritenuto l’uomo più ricco in Russia, con un patrimonio stimato in un valore di 15 miliardi di dollari e classificato al 16º posto nella lista dei miliardari di Forbes.

Uno dei primi oppositori di Putin, è nato da padre ebrei e madre cristiano-ortodossa, di professione ingegneri, anche lui si è laureato alla Facoltà di Ingegneria indirizzo di chimica nel 1986.

Si è sposato con Inna Khodorkovsky e insieme hanno due gemelli: Ilya e Gleb.

La strada politica che intraprende, prima da attivista e poi da schierato, è quella del comunismo. Si inserisce nella società russa da imprenditore e si specializza nell’importazione di personal computer e nel 1988 fondò una banca privata chiamata Menatep.

Ha fatto parte del primo gruppo di oligarchi russo che hanno fatto tantissime fortune, e Khodorkovsky ne fece tanta attraverso il commercio di valuta e ovviamente attraverso compagnie petrolifere.

L’esempio dell’inizio della sua ricchezza è la Jukos, addetta alla produzione di petrolio: ottenne il 78% delle azioni della società, del valore di circa 5 miliardi di dollari, per appena 318 milioni di dollari. Si trovò dopo qualche anno a salvare la società dalla bancarotta e addirittura grazie a un cambio di rotta finanziario, divenne uno degli uomini più ricchi e potenti della Russia.

L’oppositore di Putin in esilio dopo 10 anni in Siberia

Khodorkovsy è il fondatore e leader dell’organizzazione anti-Putin “Open Russia”, riconosciuta dal governo russo come una pericolosa attività straniera.

Ecco dunque che non accettando le richieste di Putin di non interessarsi più alla vita politica, il 25 ottobre 2003 fu arrestato per frode fiscale. Nel 2010 Chodorkovskij fu condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro, estendendo così la sua carcerazione fino al 2017. Ha passato tanto tempo tra il carcere e campi di prigionia.

Il suo processo da molti è stato ritenuto politico così come la sua condanna. Un modo per Putin di sbarazzarsi di qualche nemico.

Ha scritto un libro, My Fellow Prisoners, che descrive in dettaglio il suo tempo in carcere. Il 18 dicembre 2013 la Duma approvò un provvedimento di amnistia per i reati di cui è accusato Chodorkovskij, il quale il 20 dicembre 2013, appena scarcerato, lasciò la Russia e si trasferì con la famiglia prima in Germania e poi a Londra.

Infine, sui fatti del conflitto scoppiato in Ucraina, ha parlato così in un’intervista a La Repubblica: “Putin vive in una bolla con una visione distorta del mondo. È diventato molto pericoloso. Occorre agire subito e va fermato in Ucraina. L’Europa deve essere unita. C’è in gioco molto di più di qualche fornitura di gas: sotto attacco sono libertà, democrazia e diritti su scala globale. Sono necessarie sanzioni dure sull’apparato di potere politico ed economico russo, sulle istituzioni finanziarie, sull’interruzione del trasferimento di tecnologie avanzate, sul congelamento dei capitali esteri, anche se queste avranno efficacia solo sul medio periodo”.

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