Mes, è rebus ratifica per il governo Meloni

Cosa fare con la ratifica del Mes, il meccanismo europeo di stabilità? Il Governo Meloni è in mezzo a un guado

Cosa fare con il Mes, il meccanismo europeo di stabilità? Il Governo Meloni è in mezzo a un gaudo. Da un lato, infatti, c’è la questione di usarlo o meno per l’Italia, e Meloni su questo ha detto un no categorico. Dall’altro, invece, c’è la questione di ratificarlo in sede europea. E su questo, però, il Governo è più cauto. Il rebus è più che altro sulla ratifica del Mes.

Mes, è rebus ratifica per il governo Meloni

Sul piano della ratifica, infatti, il governo guidato da Giorgia Meloni sta affrontando anche il pressing delle istituzioni europee. A parlare oggi è stato, in particolare, il Commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni. L’Italia, ha detto, “è liberissima di utilizzare o non utilizzare questo fondo e io rispetto la posizione della Presidente del Consiglio che ha dichiarato che non vuole utilizzarlo. Poi, però, ha osservato Paolo Gentiloni, c’è un altro tema, che è quello di “una revisione dello statuto di questo fondo con la quale l’Italia ha concordato un paio di anni fa e penso che ratificare questo statuto modificato stia nelle cose un po’ perché pacta sunt servanda e un po’ perché non implica minimamente il fatto che poi si decida di utilizzarlo”.

Carlo Calenda in pressing: “Il Mes va usato”

Sul fronte di chi è favorevole al Mes, però, c’è anche chi insiste con altrettanta forza nel sostenere che vada utilizzato, anche così com’è. In prima fila, in particolare, c’è Carlo Calenda che spinge per usarlo per la sanità. Il Mes è fondamentale. Faremo vedere un piano dettagliato alla Meloni su come azzerare le liste di attesa con un intervento straordinario utilizzando il Mes”, ha rilanciato il leader di Azione Carlo Calenda, aggiungendo anche un piccolo retroscena: “Ho mandato un whatsapp alla Meloni, guarda che il 2023 è l’anno in cui la Sanità salta per aria. Lei mi ha scritto lo so, però… Io le ho detto, devi fare questo altrimenti le famiglie, giustamente, andranno per strada a protestare”.