Matteo Messina Denaro, chi è il mafioso arrestato dopo 30 anni di latitanza

Chi è Matteo Messina Denaro, boss mafioso latitante da quasi 30 anni arrestato il 16 gennaio 2023. Era uno dei principali alleati di Totò Riina.

Chi è Matteo Messina Denaro, mafioso latitante per 30 anni arrestato nel 2023Noto anche come Diabolik U siccu, per anni è stato uno dei criminali più ricercati al mondo. Scopriamo qualcosa in più sulla sua carriera criminale.

Chi è Matteo Messina Denaro, capomafia arrestato dopo 30 anni di latitanza

Nato a Castelvetrano, in provincia di Trapani, il 26 aprile 1962, Mattea Messina Denaro ha 60 anni ed è un pericoloso boss mafioso, finalmente arrestato il 16 gennaio 2023 dopo quasi trent’anni di latitanza. Noto con diversi soprannomi, tra cui U siccu Diabolik, è uno dei boss più potenti di Cosa Nostra, tra i principali alleati della famiglia di Corleone e Totò Riina. Per anni è stato considerato tra i criminali più ricercati al mondo. È figlio di Francesco Messina Denaro, detto don Ciccio, fattore e mafioso italiano capo della cosca di Castelvetrano negli anni Ottanta. Il suo padrino era il cosiddetto “uomo d’onore” Antonino Marotta, altro affiliato a Cosa Nostra e per anni suo consigliere, finito in manette nel 2010 e morto di vecchiaia nel 2013.

I crimini di Diabolik, capo della cosca di Castelvetrano

Il primo arresto per associazione mafiosa per Matteo Messina Denaro arriva nel 1989, per il suo coinvolgimento nella faida tra i clan Accardo e Ingoglia di Partanna. In seguito, nel 1991, fa uccidere Nicola Consales, proprietario di un albergo di Triscina. Il boss agisce su dritta della sua amante, una cameriera austriaca dell’hotel, che lo informa delle lamentele di Consales, stanco di avere “quei mafiosetti sempre tra i piedi”. All’epoca Diabolik aveva già sostituito suo padre come capo della cosca di Castelvetrano e del suo mandamento, le zone di influenza di Cosa Nostra.

Nel 1992, Messina Denaro era uno dei membri del gruppo di fuoco inviato a Roma per pedinare Maurizio Costanzo e uccidere il giudice Giovanni Falcone e il Ministro Claudio Martelli. Fu lui stesso a procurare al gruppo le armi per mettere in atto gli omicidi. Prima che potessero agire, tuttavia, Salvatore Riina li richiamò in Sicilia. Nello stesso anno Messina Denaro fu uno dei sicari che uccisero il boss Vincenzo Milazzo, reo di aver criticato le scelte di Riina. Fu inoltre lui stesso a strangolare la compagna di Milazzo, incinta di tre mesi. Partecipò anche all’attentato fallito ai danni del vicequestore Calogero Germanà. Dopo l’arresto di Riina, Messina Denaro fu uno dei boss che approvarono la continuazione della strategia degli attentati dinamitardi.

La latitanza e l’arresto nel 2023

Matteo Messina Denaro era latitante dal 1993. Di lui si avevano pochissime informazioni. Solo due anni fa è riapparso o meglio è stata aggiornata una sua foto. Il volto del pericoloso latitante era stato ripreso e registrato da una telecamera di sicurezza su una strada in provincia di Agrigento nel dicembre 2009: le uniche foto finite in mano agli investigatori dopo quasi trent’anni. Il 16 gennaio 2023, Messina Denaro è stato catturato dai carabinieri del Ros. L’arresto è stata coordinato dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Secondo quanto riferisce l’Ansa,  il boss trapanese sarebbe stato arrestato all’interno di una clinica privata di Palermo “per sottoporsi a terapie”.