L’Uomo di Neanderthal esiste ancora: ecco come è possibile

L'Uomo di Neanderthal esiste ancora: ci sono teorie ed idee sulla possibilità della presenza ancora oggi del primo uomo sulla Terra.

L’Uomo di Neanderthal esiste ancora: secondo alcuni studi e un libro in particolare, ci sarebbero buone possibilità sulla presenza di tracce del primo uomo sulla Terra.

L’Uomo di Neanderthal esiste ancora

Secondo Mio caro Neandertal (Bollati Boringhieri), un libro firmato dalla paleoantropologa Silvana Condemi e dal giornalista scientifico François Savatier, l’Uomo di Neanderthal esiste ancora.  

Il libro rivela dettagli e teorie secondo le quali la prima traccia dell’uomo sulla Terra è ancora presente oggi, soprattutto tra gli europei.

Di loro ci rimane una piccolissima parte di alcune varianti genetiche”, precisa Condemi “dall’1 al 3% per gli europei, e un po’ di più per le popolazioni asiatiche (fino al 4%). Mentre gli africani non hanno per niente geni neandertaliani”.

La motivazione più attendibile di questa scoperta è che i Sapiens, africani e tropicali, si siano tenuti a lungo lontani dall’Europa in quanto, per loro, era una terra troppa fredda e dunque inospitale“, conclude Condemi.

“E, per questa ragione, pur essendosi incontrati e ibridati con i Neanderthaliani più volte in passato, i Sapiens approdarono sul suolo europeo “soltanto” 43.000 anni fa”.

Chi era e quali i suoi talenti?

In un’intervista a La Repubblica, la paleoantropologa Silvana Condemi racconta chi fosse l’uomo di Neanderthal. “I neandertaliani, sono una popolazione fossile, tipica europea, che viveva sul nostro continente tra 300.000 e 38.000 anni fa.

Durante il lungo periodo della loro esistenza hanno dovuto affrontare varie condizioni climatiche. Infatti durante questo lungo periodo, l’Europa ha conosciuto cicli climatici diversi: periodi glaciali, quindi periodi molto freddi e simili a quelli che si osservano oggi in Alaska, e periodi interglaciali, nei quali il clima era più temperato simile a quello odierno”.

Ecco le caratteristiche fisiche secondo la Condemi: “Dal punto di vista fisico, il corpo piuttosto tarchiato del neandertaliano ha conservato caratteri fisici che raccontano questo adattamento durante i periodi freddi.

Infatti, come le popolazioni che vivono nel freddo è quindi piccolo e tozzo, ha delle ossa molto robuste e dei muscoli molto sviluppati. Spettacolari sono il volto e la testa: mentre nel sapiens il cranio è sviluppato in altezza, quello di Neandertal è sviluppata in lunghezza e assomiglia a una palla di rugby.  Un cranio a fronte bassa e sfuggente, sulla parte posteriore, nella regione delle nuca una protuberanza ossea cha fa pensare a un “chignon”, e nella parte anteriore, un viso sviluppato come un “muso”.

Gli occhi sormontati da un fortissimo toro frontale. Ovviamente sono dei cacciatori-raccoglitori, quindi vivono spostandosi seguendo le mandrie di grandi animali, oggi anche loro scomparsi (Uri, Mammut, ..). Per cacciarli, fabbricano strumenti in pietra, in osso e in legno. Vivono in piccoli gruppi interconnessi tra loro”.

Infine, una rivelazione sui talenti dei primi uomini: “Per molto tempo si è pensato che i neandertaliani non avessero solo attività di sopravvivenza e non avessero nessuna capacità simbolica e artistica, ma recentemente delle datazioni di siti spagnoli in grotte hanno mostrato che alcune pitture rupestri risalgono all’epoca dei neandertaliani.

Se i neandertaliani dipingevano le pareti delle grotte è possibile che lo facessero anche su altri supporti, come pelli o/e corteccia d’alberi di cui purtroppo non abbiamo più alcun reperto o testimonianza”. 

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