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La serie Netflix di Zerocalcare: dove vederla e perché fa discutere

Arriva "Strappare lungo i bordi", la serie Netflix di Zerocalcare: dove vederla in streaming. Sui social è polemica: "Troppo romano"

A quasi un anno dal teaser rilasciato lo scorso dicembre, esce finalmente Strappare Lungo i bordi, la serie Netflix di Zerocalcare: ecco dove vederla. La serie è scritta e diretta dal fumettista romano, il cui vero nome è Michele Rech. Proiettata in anteprima lo scorso Ottobre al Festival del Cinema di Roma, Strappare Lungo i bordi è ora la serie più vista su Netflix Italia.

Zerocalcare, arriva la serie su Netflix: dove vederla

Strappare Lungo i bordi è arrivata finalmente su Netflix il 17 Novembre, dove è disponibile in streaming in tutti i paesi coperti dal colosso dello streaming. La serie è prodotta da Movimenti Productions in collaborazione con BAO Publishing, ed è composta da 6 episodi da 15 minuti l’uno. Ambientata nella Roma dell’universo fumettistico Zerocalcare la serie sarà l’esordio sul piccolo schermo per molti suoi personaggi cult, tra cui SeccoAmico CinghialeSarah e l’immancabile Armadillo. Zerocalcare ha svelato qualche retroscena in più alla Festa del Cinema di Roma: “Da un paio d’anni avevo in mente di fare una storia a cartoni animati perché mi permette di avere un linguaggio più diretto e accessibile. Ho sperimentato che i cartoni scemi che facevo a casa mia venivano molto più guardati dei fumetti”

La serie si presenta come un collage di frammenti di vita, di nostalgia e rimorsi, ansie e “accolli”: ripercorrerà un viaggio in treno di Zero, Secco e Sarah, tra flashback dell’infanzia e aneddoti tipici delle storie del fumettista romano. “Incontrando nel tempo lettori di età e paesi diversi ho capito che ciò che permette di identificarsi nelle mie storie è lo stare un po’ impicciati, quella sensazione di essere fuori luogo che ci si porta dietro anche fino ai 90 anni”.

 

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Partecipa anche Valerio Mastandrea: è la voce dell’Armadillo

Valerio Mastandrea da la voce all’Armadillo, personificazione di tutti i dubbi e le ansie dell’autore. Tutti gli altri personaggi sono invece doppiati da Zerocalcare in persona. “Mi piaceva che ci fosse una persona che racconta una storia facendo le vocette di tutti i suoi protagonisti”– ha spiegato Zero- “ma non potevo essere io a dare voce alla mia coscienza, che entra sempre in contrasto con me. Ho voluto che fosse Valerio Mastandrea perché lui rappresenta l’armadillo nella mia vita. È più vecchio di me e ha un percorso in parte simile al mio, negli anni mi ha detto di volta in volta cose sagge, ciniche, crudeli: quel ruolo l’ha sempre avuto”.

L’attore e il fumettista hanno già lavorato insieme: nel 2018 hanno scritto insieme la sceneggiatura de La Profezia dell’Armadillo, adattamento cinematografico dell’omonimo libro a fumetti.

Strappare lungo i bordi è la prima serie animata di Zerocalcare, ma non è la sua prima esperienza nel mondo dell’animazione. Nel 2020, infatti, crea la miniserie cartoon Rebibbia Quarantine, trasmessa su La7 durante PropagandaLive. In questi semplici ma esilaranti corti, Zerocalcare racconta la sua esperienza durante il lockdown nel suo quartiere natale, Rebibbia, alternando aneddoti paradossali e funeste invettive. Ne ha parlato in una videointervista al Messaggero: “Con Rebibbia Quarantine ho capito cosa potevo e non potevo fare, e mi serviva per placare quell’horror vacui dello stare chiuso dentro casa. È stato molto stimolante”.

“Troppo romano”, la polemica sui social

Nonostante il grande successo e l’incredibile mole di commenti e pareri positivi, la serie di Zerocalcare è al momento al centro di una polemica sui social. Secondo alcuni detrattori, infatti, Strappare Lungo i bordi è “troppo romana“. L’inflessione dialettale di Zero e il costante utilizzo di espressioni tipiche romanesche renderebbero la serie poco fruibile a chi non è nativo della Capitale.

La giornalista Guia Soncini, in un articolo per Linkiesta, ha definito l’accento di Zerocalcare “strascicato incomprensibile” e, dopo aver visto un singolo episodio della serie, ha a sua detta trovato la conferma che a Roma pensano davvero che quello scempio della logopedia sia italiano corretto”. La polemica si è poi spostata sui social. Guia Soncini ha buttato benzina sul fuoco con un tweet: “Ma la serie di Zerocalcare fuori raccordo la guardano coi sottotitoli? In confronto le conversazioni tra Ceccarelli e Zoro sono incontri tra un logopedista e Carmelo Bene (decidete voi chi dei due è il logopedista)”.

Per molti si tratta di una polemica alquanto sterile, in un periodo storico in cui è semplice fruire di prodotti di intrattenimento in ostici linguaggi stranieri con l’ausilio di sottotitoli. Un utente ha risposto incredulo al dibattito in corso: “Ma come? Squid Game in coreano o Gomorra in napoletano stretto non hanno turbato nessuno”. Anche il fumettista Makkox, ha risposto alle critiche di Guia Soncini: “Macchè. Pure del Troisi di Ricomincio da tre, fuori dal regno delle due sicilie, si diceva che non fosse comprensibile. invece è stato un successo cinematografico nazionale”.