Il decreto rave party crea tensioni nella maggioranza

Il "decreto rave Party" del ministro dell'interno Piantedosi sta facendo emergere le prime crepe tra Lega e Forza Italia

Il provvedimento del ministro dell’interno Piantedosi che interviene sui rave party crea tensione anche all’interno della stessa maggioranza. Da una parte c’è infatti la Lega, che difende a spada tratta il provvedimento, dall’altra Forza Italia che chiede delle modifiche in parlamento.

Il decreto rave party e le critiche delle opposizioni

Il decreto del Viminale sui rave party sta diventando un caso politico importante, tanto che anche nella stessa maggioranza di Governo arrivano i primi distinguo e vi sono tensioni.

Al centro del dibattito politico, all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle norme “in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali”, c’è il fatto che questo decreto possa fortemente limitare le manifestazioni di piazza, le occupazioni scolastiche/universitarie così come le proteste nelle fabbriche. A segnalare questa problematica è stato in primis il Partito Democratico con Enrico Letta, ma la questione è stata poi sottolineata dal leader del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte.

Tensioni nella maggioranza sul “decreto Rave party”

All’interno della maggioranza però, se le opposizioni sono critiche sul decreto, non mancano i distinguo e si discute soprattutto sulla possibilità/opportunità di intercettare non solo gli organizzatori ma anche i partecipanti ai raduni. La norma voluta dal governo, infatti, si rivolgerebbe a tutti coloro che invadono “terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica” in “un numero di persone superiore a cinquanta“.

Nel mirino delle forze dell’ordine, quindi, potrebbero finire potenzialmente anche gli occupanti di un edificio che protestano e nello specifico il nuovo 434-bis offre a polizia e magistratura la possibilità di adottare misure particolarmente severe nel corso delle indagini. Qualche esempio? la registrazione delle conversazioni e delle chat, ma anche la possibilità di confiscare e adottare misure patrimoniali nei confronti di chi è anche solo semplicemente indagato, come avviene per i reati di mafia.

In merito a questo, Forza Italia è intervenuta, facendo sapere di essere possibilista nel rivedere la questione delle intercettazioni durante la discussione parlamentare. Un punto di mediazione potrebbe essere l’abbassamento della pena massima a 4 anni, come già oggi prevede la legge, eliminando così la possibilità di intercettazioni. Ma su questo la Lega fa muro, dicendo che la norma approvata è da difendere.