Gubbio, pranzo di pesce con dissenteria: cosa è accaduto davvero?

Una cena di pesce finita male, con attacchi di dissenteria per una comitiva di circa 40 persone. È quanto gira sul web, ma qual è la verità?

Una cena di pesce finita male, con un attacco di dissenteria per una comitiva di circa 40 persone. È quanto gira sul web relativamente alla vicenda accaduta a Gubbio.

Gubbio, pranzo di pesce con dissenteria: qual è la verità?

A Gubbio una cena a base di pesce finisce male per una comitiva di circa 40 persone che sono rimaste intossicate. La storia è diventata virale sul web in poco tempo, con il classico passaparola via social e WhatsApp.

In alcuni audio si parla di “scene apocalittiche” dove, dopo un pranzo di pesce, molti sono stati presi da un attacco di dissenteria. I poveri malcapitati si sono infatti ritrovati ad affrontare scariche di diarrea e vomito improvvisi e molti di loro hanno dovuto ricorrere alle cure mediche. Ma è una verità o solo una fake news? Partendo da quello che sappiamo di certo, stando ad alcuni giornali locali domenica 2 ottobre, i membri di una società di pesca sportiva di Gubbio (Umbria) si sono riuniti per una battuta di pesca al tonno per poi recarsi tutti insieme in un ristorante e consumare quanto pescato.

Ma qualcosa è andato storto, perchè da quanto gira sul web diversi commensali sono stati colti da scariche di diarrea incontrollabili.

La replica del ristoratore e quello che non torna

Per quanto riguarda Gubbio e il ristorante di pesce, parrebbe che i pescatori della comitiva abbiano portato i frutti della loro pescata in un ristorante a Gubbio e qui si sarebbero fatti servire il pesce crudo. Un fatto che non si potrebbe fare, se così fosse, visto che i ristoranti devono aver tracciato tutto il cibo prima di portarlo a tavola e che i ristoranti non servono ingredienti portati da casa.

Lo stesso pesce crudo, prima di essere servito, deve essere prima abbattuto e poi portato a una temperatura di -20° centigradi per almeno 24 ore (l’alternativa è tenere il pesce in un comune freezer per almeno 96 ore).

Intervistato da Il Giornale, il ristoratore fa sapere che: “avevamo permesso ai componenti della società di pesca di pranzare nel nostro ristorante. Il pesce crudo lo hanno portato loro da fuori e, da quanto ne so, lo hanno fatto sfilettare in un altro locale.

Quindi noi abbiamo solo ospitato le oltre cento persone. Potrebbe bastare questo per giustificarmi, ma vorrei smentire ciò che sta circolando sui social. Si è voluto creare un caso che non esiste pubblicando perfino immagini scabrose false, poiché le persone immortalate non sono nel mio locale. Corrisponde a verità che il giorno del pranzo sia intervenuto, presso il ristorante, personale medico del 118, tuttavia, tale intervento si è reso necessario per problemi personali di salute che hanno afflitto due avventori, ma che nulla hanno a che vedere, in alcun modo, con la qualità e/o tipologia del cibo somministrato presso il ristorante” ha concluso.